martedì 2 agosto 2011

Il telecomando magico

Quando ero bambino, abitavo con i miei genitori, i miei fratelli e il televisore. Lui era il sesto componente della casa per quanto mi riguardava. Per fortuna non mi è mai stato imposto come un sostituto di qualcosa, però è sempre stato un ottimo riempitivo per i momenti morti, soprattutto con i cartoni animati!



Quando avevo cinque anni avevamo un Philips con in dotazione un telecomando molto particolare, con un profilo trapezoidale e i tasti posizionati in maniera insolita. Fra di essi ve ne era presente uno con un simbolo assurdo il cui significato mi è ancora ignoto. Questo tasto, anche se premuto, non creava nessun effetto al televisore.

Dato che sono stato curioso e pignolo fin dai primi anni di vita, chiedevo a tutti il significato di quel tasto.
Uno dei miei fratelli, Cesare, stanco delle continue domande un giorno mi rispose: "Quello è un tasto magico, se premuto dopo la giusta combinazioni di tasti ti fa entrare dentro la scena presente in quel momento nel televisore".
Ovviamente non ci credetti; ero sì credulone, ma non fino a quel punto. Però l'idea di poter entrare dentro la scena di un film, di un cartone animato o di un quiz televisivo grazie a quel pulsante mi affascinò tanto da farmi fantasticare per tutto il resto della giornata e oltre...

La notte successiva infatti feci un sogno: la scena era quella di un tipico pomeriggio in cui mi ritrovavo sul divano di casa a guardare He-Man. Dopo qualche tentativo riuscii a trovare la giusta combinazione e, dopo aver premuto il tasto magico, mi ritrovai catapultato in mezzo a uno scontro fra il paladino He-Man e il suo storico antagonista Skeletor. Per i primi minuti ero affascinato e contento di ciò che era successo, però poi iniziai a impaurirmi vedendo che lo scontro si faceva sempre più efferato. Mi rintanai dietro una roccia e solo in quel momento mi accorsi che ero riuscito a capire come entrare nel televisore, ma non sapevo come uscirne.
Iniziai a premere a caso i tasti del telecomando, ma nulla funzionava. Nel frattempo alle mie spalle i due cartoni animati continuavano a darsele di santa ragione. Nulla sembrava potermi farmi tornare sul mio comodo divano quando ad un certo punto apparve Cesare. "Come hai fatto a entrare anche tu nel televisore?" gli chiesi. "Era rimasto aperto il varco che ti ha condotto fino a qua e ti sono venuto a riprendere! Vieni, corriamo verso l'orizzonte lì si trova l'uscita."
Dopo una lunga corsa e un salto nel vuoto ci ritrovammo...

Non si sa, perché nel momento del salto mi svegliai, un poco spaventato, un poco divertito con ben in testa ciò che sarebbe stato il primo di tanti sogni che avrei ricordato per sempre.