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martedì 19 aprile 2016

Modena Play 2016

Anche quest'anno abbiamo avuto la felice idea di recarci a Modena per la manifestazione Play.
Dopo la bella esperienza dell'anno scorso eravamo anche più consci di cosa avremmo trovato. Con lo stesso gruppo (io, Antonella, Emilio e Annalisa) e gli stessi orari siamo partiti la mattina di sabato 2 Aprile. Verso le 13:30 siamo arrivati alla fiera e, dopo un veloce tour nei padiglioni e un pranzo al sacco saggiamente preparato da casa, abbiamo iniziato il nostro viaggio esplorativo. Il buon Emilio aveva preparato una wish-list che ci ha guidato tra i vari stand.

Partiamo da una versione gigante di Dr. Eureka: un simpatico filler pensato per i più piccoli ma molto divertente anche per gli adulti. Abilità manuale, colpo d'occhio e velocità di ragionamento sono i punti cardine del gioco. Chi per primo riesce a ricreare le combinazioni indicate in una carta pescata a caso ha la meglio sugli altri.

Ci spostiamo verso lo stand della dV Giochi dove troviamo disponibile Yeti: un simpatico gioco prevalentemente tattico. A turno si lanciano i dadi speciali che ci obbligano a scegliere come gestire i risultati nel tentativo di raggiungere per primi l'abominevole uomo delle nevi. Il gioco ci piace, tant'è che il giorno dopo io e Antonella decidiamo di acquistarlo per regalarlo a nostro nipote.

Ci spostiamo verso un tavolo in cui troviamo tre ragazzi ultimare una partita a Insoliti Sospetti. Il gioco è un cooperativo dai 3 ai 18 giocatori, quindi approfittando dell'ospitalità facciamo una prima partita in 7. Il gioco è veloce e simpatico, decidiamo così di fare altre due partite con altri due ragazzi che, passando di lì, ci hanno chiesto a loro volta ospitalità. Anche questo gioco, molto adatto alle nostre comitive, è entrato nel bustone degli acquisti del giorno dopo.

Uno dei giochi più cercati da Emilio è Celestia, che si rivela un gioco di bluff e deduzione molto gradevole. Un'altra coppia chiede di unirsi a noi e, dato che il gioco regge fino a sei partecipanti, non abbiamo nulla in contrario. A turno i giocatori rivestono il ruolo di capitano di una nave volante che deve lanciare dei dadi e, col beneficio del dubbio, dichiarare di possedere (o no) fra le proprie carte i simboli apparsi nei dadi: chi non ci crede "abbandona la nave". Se il capitano possiede effettivamente le carte la nave procede e il ruolo di capitano passa al giocatore successivo. Chi riesce a scendere nei momenti giusti raccoglierà più punti ottenendo la vittoria finale. Il gioco è molto simpatico, ci cattura e ci fa venire voglia di rigiocarlo. Lo avremmo anche comprato, ma non era incluso nelle "offerte" migliori della fiera.

Dopo la bella esperienza precedente ci ritroviamo fra le mani il veloce e caciarone Gallina City: un gioco molto dinamico, anche se forse non adatto ad essere giocato in una fiera chiassosa. Si deve infatti cercare di descrivere nel miglior modo possibile, in contemporanea con gli altri giocatori, i buffi animali raffigurati nelle carte tenute in mano, alla ricerca della carta gemella.

Verso la fine della serata ci fermiamo a giocare qualche turno di Epic Resort, un titolo uscito l'anno scorso ma mai provato da nessuno di noi quattro. Il gioco ha un'ambientazione particolare: un resort hawaiano fantasy in cui ospitare turisti anche del calibro di chierici e guerrieri. Bisogna fare attenzione ai mostri che però tentano di saccheggiare i nostri edifici. Un particolare deck-builder che meriterebbe di essere rigiocato.

Prima di avviarci al nostro caro albergo chiudiamo con Pozioni Esplosive. Ne avevo sentito molto parlare, purtroppo però la meccanica di cattura delle biglie per cercare di scatenare le reazioni esplosive si rivela meno intrecciata di come speravo. Dato che il gioco si basa fondamentalmente su quello, non riesco ad appassionarmici.


Andiamo via dalla fiera e in breve tempo raggiungiamo l'albergo in cui, oltre ai comodi letti, ci godiamo un'ottima cena.


La mattina, dopo una breve colazione, salutiamo l'albergo e corriamo verso la fiera, consci di trovare molta più folla rispetto al giorno prima. Intenzionati a fare acquisti sfruttando alcune delle offerte delle varie case editrici, proviamo un gioco di cui Antonella aveva sentito parlare molto bene: Tides of Time. Un gioco composto da... 18 carte, ma molto più profondo di quanto ci si possa immaginare. Una sfida uno contro uno che ci convince e infatti rientra fra i nostri acquisti.

Quest'anno alla fiera era allestita anche un'area dedicata ai giochi "europei" in cui cerchiamo qualche titolo interessante. I colori e la plancia di Gum Gum Machine ci catturano e ci avventuriamo in questo simpatico gioco da "ingegneri", in cui la memoria e la logica degli intrecciati ingranaggi della plancia mettono alla prova le nostre sinapsi. Chi riesce a creare i chewing gum più variegati ha la meglio.

Lì vicino ci imbattiamo in un gioco il cui nome non mi è nuovo: Black Hat. Conoscevo la sua ambientazione legata al mondo degli hacker, ma non conoscevo le sue meccaniche, che scopro con piacere essere quelle di un intrecciato gioco di carte. Una bella esperienza per un gioco che vorrei riprovare. Tra l'altro uno dei suoi autori, lì presente, ci chiede di fare un breve video per promuovere il gioco agli editori italiani. Vista la mia presenza temo che il gioco non verrà mai italianizzato.

In attesa delle varie estrazioni delle lotterie a cui più o meno volontariamente avevamo partecipato, andiamo a ripescare un vecchio gioco: Jamaica. Particolare corsa di navi pirata in cerca del maggior bottino. Leggero e avvincente. Purtroppo sono l'unico a cui è piaciuto.

L'anno scorso abbiamo cercato inutilmente di giocare ad Abraca...boh. Quest'anno, grazie all'immensa ludoteca della Tana dei Goblin, riusciamo a provarlo. Un bel gioco di logica e deduzione che ci vede lanciare incantesimi che... forse abbiamo a disposizione. Infatti ogni giocatore non vede gli incantesimi che ha di fronte, ma solo quelli degli avversari e, di conseguenza, deve dedurne i propri. Purtroppo l'estrazione di un'inutile (e taroccata) lotteria ci fa interrompere prima della fine la partita.

Chiudiamo praticamente la serata fra acquisti ed estrazioni di premi (in cui ovviamente non vinciamo nulla), quando ad un certo punto vedo libero il tavolo di Flick 'em up!
Ritorno bambino per venti minuti calandomi in questa sfida a colpi di dito dove al posto dei soldatini mi ritrovo dei buffi cow-boy che cercano di tenersi in piedi e buttar giù gli avversari.

Finisce così la nostra avventura. Molto più intensa e piacevole della scorsa volta. L'esperienza e la miglior organizzazione degli stand ci hanno permesso di muoverci meglio fra i tavoli e limitare i tempi di attesa per i giochi, soprattutto il sabato. Siamo riusciti a provare e scoprire molte novità. Fra gli acquisti, oltre quelli già citati, arrivano a casa nostra anche: Spyfall, Una notte da lupi e Android Netrunner  (ricevuto in regalo da Antonella).
Andiamo via contenti e convinti che questa non è stata l'ultima nostra visita alla fiera.

domenica 26 aprile 2015

Modena Play

Sabato 11 e Domenica 12 Aprile si è svolta a Modena la settima edizione di Play-Modena: probabilmente la più grande manifestazione italiana dedicata ai giochi da tavolo!


In compagnia di Antonella (mia moglie) e di una coppia di amici, sabato mattina partiamo da Roma in auto verso Modena. Fra una chiacchiera e l'altra, verso le 13:30, siamo già dentro la fiera. Tre padiglioni (e mezzo) ospitano gli stand delle diverse case editrici suddivise in aree tematiche. Il padiglione più ampio (quello parzialmente ripreso dalla foto sopra) è completamente incentrato sui giochi da tavolo. Negli altri due si possono trovare giochi per famiglie, per bambini, giochi astratti, miniature e ricostruzioni storiche.
Dopo un tour esplorativo e uno spuntino veloce proviamo a sederci ad un tavolo per la dimostrazione di qualche gioco. 
L'enorme numero dei partecipanti (quest'anno, nei due giorni sono stati superati i trentamila ingressi) non rende facile trovare un tavolo per quattro persone, soprattutto per i giochi usciti di recente.

I titoli che voglio provare non sono tanti, uno è Imperial Settler ("Coloni Imperiali" nell'edizione italiana). Per fortuna troviamo quasi subito spazio in uno dei tavoli ad esso dedicati.
Il gioco, dalla grafica accattivante, è un card-game che ricorda molto da vicino altri titoli dello stesso genere e, per questo, lascia un po' delusi i compagni al tavolo. Personalmente mi è piaciuto: ottima grafica, regolamento semplice e durata limitata. Un gioco non banale, con una buona profondità. Lo rigiocherei volentieri.

Un altro gioco, molto famoso, che vogliamo provare è Camel (C)Up. L'unico tavolo in cui lo vediamo è sempre occupato, con tanto di fila. Il premio come "Gioco dell'anno per famiglie" del 2014 l'ha sicuramente reso uno dei titoli più noti e per questo più attraenti. 

Proviamo ad avventurarci nello stand dell'Asterion (il migliore, per professionalità e organizzazione) in cui troviamo un tavolo libero per provare Concept. Questo party game per scimmie ammaestrate (come ho simpaticamente deciso di soprannominarlo) aveva già catturato la mia attenzione nei mesi passati. I giocatori sono messi alla prova nel tentativo di indovinare la parola che la "coppia" di turno sceglie in una scheda pescata a caso. La particolarità sta proprio negli indizi che la coppia può dare. Si devono infatti piazzare delle pedine sulla plancia in cui sono mostrati i "concetti" (Uomo-Oggetto, Grande-Piccolo, Flora-Fauna, ecc) cercando di far sì che qualcuno indovini. Un gioco molto adatto ai neofiti e ai gruppi numerosi.

Chiudiamo la serata con due titoli meno noti: L'isola proibita e Seven Seas. Il primo è un semplice cooperativo ambientato in un'isola che sta affondando. Con abile maestria e coesione i giocatori devono coordinarsi per portare in salvo i 4 artefatti e scappare incolumi. Non sono un grande amante dei cooperativi, li trovo tutti molto simili. Questo tra l'altro, ricorda molto Pandemic, dello stesso autore. 
Differente l'opinione su Seven Seas: un gioco di carte ambientato nel mondo dei pirati che vede i giocatori affrontarsi in una sfida nella composizione delle proprie ciurme. L'alta interazione (ci si può rubare/scambiare le carte ciurma) e la corsa contro il tempo (il primo che raggiunge o supera i 20 punti chiude la partita) lo rendono un gioco molto adatto ai miei gusti.

Alle 20:00 si conclude la prima giornata della fiera e, dopo il breve tragitto verso l'albergo, un'ottima cena e una bella dormita, ci ritroviamo la mattina della domenica pronti ad una nuova giornata ludica.

Approfittando delle "poche" persone di inizio giornata, ci avventuriamo nuovamente tra i tavoli dell'Asterion nel vano tentativo di provare Elysium, uno dei giochi che più mi hanno consigliato. A quanto pare non l'hanno consigliato solo a me, visto che i due tavoli ad esso dedicati sono sempre pieni. Troviamo sfogo in un piccolo tavolo nelle vicinanze in cui una simpatica ragazza ci cattura per una veloce partita a Jungle Speed. Nonostante non sia una novità degli ultimi tempi, non avevamo mai provato questo simpatico gioco di velocità e colpo d'occhio. 

Il colpo d'occhio è stato importante anche nel notare che, appena finita la sfida a Jungle Speed, si è liberato un tavolo vicino che ospita un altro dei giochi che volevo provare: Lord of Xidit. Ambientato nel mondo fantasy di Seasons, questo gioco molto colorato e simpatico ne cambia completamente le dinamiche. Non si tratta infatti, come Seasons, di un gioco di carte ma di un'avventura all'interno di una mappa (la terra di Xidit appunto) in cui dobbiamo pianificare le mosse che il nostro eroe dovrà fare (spostarsi, arruolare personaggi e combattere coi mostri). L'interazione nascosta e l'ottima componentistica ne fanno un gioco molto bello che è piaciuto a tutti e quattro.

Ci spostiamo per un ennesimo tour fra i vari stand. Tanti i giochi e le iniziative. Molti i rivenditori. Poche le offerte per acquistare i giochi. Una di queste riguarda una serie di piccoli giochi, tra cui Nosferatu: un gioco provato in una delle GobCon di cui vi ho parlato. Lo acquisto al volo prima che finisca la scorta. 

Poco coraggiosi, evitiamo di provare uno dei giochi che più mi incuriosisce: "Wir Sind das Volk": una sfida "uno contro uno" (come il mio amatissimo Twilight Struggle) che ci avrebbe obbligato a giocarlo a coppie. Un titolo che entra comunque nella mia personale wish list.

Passeggiando fra gli stand vediamo un Pitch-Car inutilizzato e, scoprendo che la nostra coppia di amici non l'ha mai provato, decidiamo di avventurarci in una veloce partita a colpi di indice. 

Ci appropinquiamo poi al padiglione dei giochi astratti e, anche lì, scopriamo che i nostri compagni di avventura non hanno mai provato Othello. Decidiamo allora di sederci per una veloce partita che ci fa da aperitivo per il pranzo.

Nel primo pomeriggio Antonella ci sprona a provare Spyfall, la cui recensione l'aveva incuriosita; purtroppo è già occupato. Decidiamo di non allontanarci troppo e proviamo, a pochi tavoli di distanza, Kaleidos: un gioco per bambini che cattura facilmente anche gli adulti. Un titolo simpatico che mi ha ricordato un Saltinmente con le immagini.

Il tavolo di Spyfall, per la gioia di Antonella, si libera e ne approfittiamo per provare questo titolo originale e simpatico. Stranamente piace molto a me e poco agli altri. L'idea di giocare attraverso domande e risposte, nel tentativo di scovare chi fra i giocatori è la spia, è molto semplice e simpatica. Chi ama calarsi in un veloce gioco di ruolo può trovare molta soddisfazione in questo titolo. 

Tentiamo di nuovo inutilmente ad infilarci nel tavolo di Camel (C)Up, ma la ressa in attesa per provarlo non accenna a diminuire. Ci allontaniamo allora per fare nuovi acquisti (Antonella trova a buon prezzo una copia di Goa) e vedere l'esito di una piccola lotteria a cui abbiamo partecipato (ovviamente non vinciamo niente). Lì vicino però si libera un tavolo per un piccolo gioco: Radio Londra. Il titolo a noi del tutto ignoto si scopre essere un simpatico gioco che ricorda DiXit. Anche qua bisogna cercare con una frase di far indovinare delle carte pescate a caso dal mazzo, ma le dinamiche di punteggio sono lievemente diverse. Il gioco piace, tant'è che i nostri amici ne comprano una copia. 

Decidiamo di presidiare il tavolo di Came (C)Up finché non si libera e concludere così il pomeriggio. Mentre rimaniamo in attesa del nostro turno, i nostri amici si allontanano per acquistare Concept. Nel frattempo altre persone si avvicinano per chiederci (vedendoci solo in due) se possono giocare a Camel (C)Up con noi. 
Alla fine ci ritroviamo in dieci persone sedute al tavolo (due coppie si fondono in un unico giocatore) e così proviamo (finalmente!) questo titolo col massimo numero di partecipanti consentito: otto. 
Il gioco è molto bello: facile da capire e da giocare. I cammelli corrono attorno alla piramide e i giocatori devono essere bravi a scommettere su di loro. La durata è brevissima (meno di trenta minuti, a prescindere dal numero dei partecipanti) e il divertimento è tanto. Decido infatti di comprarne una copia. 

Chiudiamo il pomeriggio con una sfida a La Boca: un gioco in cui ci si diverte a comporre, nel minor tempo possibile, degli edifici i cui prospetti devono corrispondere a quelli raffigurati su una carta scelta a caso. 

La nostra avventura al Modena Play si chiude così, stanchi ma felici per una due giorni bella e ricca di novità.

Ah, dimenticavo: le tigelle sono buonissime!











martedì 18 novembre 2014

Ancora Giochi

Rieccoci qua, reduci da un week end ricco di tanti altri giochi. Infatti sabato dopo l'ormai consueta serata del venerdì con il gruppo di GiocaXIII, io e la mia dolce metà siamo partiti verso le fredde lande di Orte per una nuova GobCon.
Andiamo con ordine. Venerdì sera decidiamo di non far troppo tardi quindi ci limitiamo a due giochi abbastanza veloci da noi mai provati: Euphoria e King of Tokyo.
Entrambi sono giochi in cui i dadi sono i protagonisti. Il primo è un gioco pubblicato nel 2013 ambientato in un futuro distopico. Nonostante i dadi, la fortuna ha un impatto decisamente minimo. La durata limitata invoglia a essere rigiocato. Il secondo è invece un gioco ormai diventato un classico che ricrea un Royal Rumble fra i mostri tipici della letteratura e cinematografia giapponese. Un gioco veloce, simpatico che si adatta ad ogni età. 

Sabato mattina, con poche ore di sonno alle spalle, raggiungiamo il solito agriturismo, trovando già un folto gruppo di persone impegnate a giocare. La maggior parte di loro era reduce dai due grandi eventi ludici autunnali: Essen e Lucca. Quindi c'era l'imbarazzo della scelta fra i giochi da provare.

Per nostra fortuna troviamo anche qualcuno libero che ci propone una partita a Hyperborea: gioco italiano, molto interessante, non complesso, con la simpatica caratteristica del "cubetto Building". Sicuramente un gioco che vorrò riprovare. 

Finiamo poco prima di pranzo, giusto in tempo per sentire proporre una partita a Kanban! Io non mi lascio scappare l'occasione e ci predisponiamo a giocare al più bel gioco che abbia provato in questa GobCon: un intricato gestionale ambientato all'interno di una casa automobilistica giapponese (ogni riferimento alla Toyota non è puramente casuale). Nonostante qualche errore nell'interpretazione di alcune regole, la meccanica principale del gioco mi cattura e affascina come di rado era capitato ultimamente. Il gioco finisce anche relativamente in fretta.



Abbiamo così il tempo di predisporre un altro tavolo, questa volta di Alchemist, l'unico gioco che avevo già provato (anche se solo una volta). Rigiocarlo mi ha fatto apprezzare ulteriormente il gioco, confermandomi però come mi diverta molto più a risolvere l'enigma logico degli 8 ingredienti da abbinare alle 8 molecole, che a tentare la vittoria.

Non avevamo ancora finito Alchemist che era pronto un tavolo di Avalon ad aspettarci. Finalmente provo questa evoluzione di The Resistance (gioco a me molto caro). Un tipico gioco con ruoli segreti in cui i buoni devono individuare i cattivi. Un'ottima fusione tra le meccaniche snelle e veloci del gioco base (in cui non c'è bisogno di un moderatore esterno e non ci sono eliminazioni) e tanti ruoli, in stile Lupus in Tabula, che permettono a molti di sapere qualcosa anche se non tutto. Partita che mi diverte parecchio, anche se ritrovandomi a fare Merlino (il personaggio più importante fra i buoni), non sono stato capace di far valere le mie teorie tra i miei compagni, sovrastato dai "cattivi" che con maggiore esperienza, hanno tenuto banco per tutta la partita. Fra di loro si celava anche mia moglie che ha permesso la vittoria finale della sua squadra con abili mosse strategiche.

Finito Avalon, si spende qualche minuto per le tipiche analisi post partita e poi si va a dormire (noi, molti altri sono rimasti lì a giocare fino a tardi!).

La mattina, dopo una buona colazione e un poco di indecisioni, riesco a intrufolarmi in un tavolo di Zhanguo: simpatico e interessante gioco card-driven ambientato nell'antica cina anche se realizzato da due italiani (anche questo è da riprovare). 

Finiamo poco prima del pranzo e così, avendo una mezz'ora libera, mi fanno provare Splendor. Gioco che vedevo spesso ultimamente, ma non riuscivo mai a giocare. Un po' mi ha deluso, ma sicuramente è un ottimo filler.

Dopo pranzo ho avuto il piacere di giocare a un bellissimo cooperativo: "Imbusta le carte di Arkham Horror". Ci siamo infatti ritrovati a disimballare l'espansione di un bel gioco che avevo sentito nominare spesso: Arkham Horror. Purtroppo le operazioni di preparazione della plancia e la spiegazione si sono dilungate, non permettendoci poi di completare la partita al gioco. Dovremo rimediare al più presto!

Ottimo week end che, come l'altra volta, spero di poter replicare il prima possibile.

domenica 12 ottobre 2014

Giochi, sempre giochi, fortissimamente giochi.

Cari lettori, rieccomi qua! So che non vi ero mancato ma, come sempre, volevo consolidare in forma scritta le vicende di quest'ultimo periodo. Come si intuisce dal titolo del post, queste settimane sono state dedicate principalmente ai giochi: ovviamente parliamo di giochi da tavolo.

Chi mi conosce, o segue attentamente il blog, sa che oltre al cibo e ai (tele)film, la mia vera passione sono i giochi da tavolo. I giochi permettono di tenere in allenamento quei neuroni spesso lasciati in un angolo a impigrirsi: alla pari di in una partita a calcetto fra amici in cui ti tieni in forma divertendoti, con una partita a un bel gioco da tavolo alleni il cervello divertendoti. 

Negli anni abbiamo giocato in svariate ludoteche e in varie manifestazioni ludiche, ma senza mai unirci a gruppi di gioco o associazioni. Abbiamo spesso seguito lo storico e folto gruppo de La Tana dei Goblin, ma principalmente abbiamo esplorato il mondo ludico da casa nostra, ospitando tanti colleghi e amici che in alcuni casi ignoravano questo fantastico mondo e creando degli eventi casalinghi (le Domeniche Ludiche) in cui abbiamo imparato a conoscere giochi di ogni genere.
Nell'ultimo anno, grazie alla complicità di due nuovi "amanti" del gioco, abbiamo aumentato le nostre serate ludiche, iniziando a frequentare molto più regolarmente ludoteche ed eventi.
Dal mese scorso abbiamo approfondito ancora di più la nostra esplorazione del mondo ludico. Dopo tanti tentavi a cui avevamo rinunciato, abbiamo preso il coraggio a due mani e ci siamo avventurati a Orte. 



Nella bellissima location de La Vecchia Fattoria viene infatti organizzata, a cadenza quasi bimestrale, una delle tante GobCon (convention dei Goblin) sparse per l'Italia, in cui ci si può incontrare e, per un intero week end, dedicarsi totalmente ai giochi.
Il sabato mattina del 20 Settembre io e la mia inseparabile consorte ci siamo così aggregati al gruppo già presente dal venerdì. Nonostante alcuni volti erano a noi noti, noi per loro eravamo dei perfetti sconosciuti. L'accoglienza però è stata, come immaginavamo e speravamo, ottima. Abbiamo avuto la possibilità di unirci ad altri tavoli e giocare a tanti giochi a noi ignoti: 
Boss: un veloce gioco di logica e bluff;
Luna: un complesso e impegnativo gioco di strategia;
La Boca: un simpatico gioco di logica spaziale tridimensionale;
Qin: un veloce gioco di logica spaziale;
Nosferatu: un gioco a squadre molto divertente (se giocato con il gruppo di persone giusto) in cui i buoni devono scoprire chi fra di loro è Dracula;
A Study in Emerald: uno dei giochi che ci incuriosiva di più, sia per la tematica sia per la particolare modalità di vittoria;
Battlestar Galactica: un gioco ormai classico, tratto dalla serie TV, in cui i buoni devono lottare contro i cattivi senza sapere chi essi siano. Molto particolare la meccanica che, come è successo a me, dopo aver giocato metà partita da buono, ti fa scoprire di far parte dei cattivi.
Oltre a questi abbiamo rigiocato a due dei giochi portati da noi: In the Year of the Dragon e DiXit.

Fra un gioco e l'altro abbiamo avuto la possibilità, soprattutto a pranzo e a cena, di confrontarci e chiacchierare con gli altri giocatori. Fra di loro abbiamo conosciuto la simpatica Irene che, scoprendo che abitavamo a Fiumicino, ha colto la palla al balzo invitandoci a iscriverci al gruppo GiocaXIII: una combriccola di amanti dei giochi che si ritrova settimanalmente nella zona di Ostia/Fiumicino.
In queste serate ho avuto così la possibilità di giocare a tanti altri giochi per me del tutto nuovi:
Lords of Waterdeep: un gestionale che ricorda molto da vicino uno dei miei giochi preferiti (Caylus);
Evo: un divertente gioco in cui devi far evolvere meglio degli avversasi la tua specie di dinosauro all'interno di una mappa;
Dice Town: un gioco di dadi ambientato nel vecchio West;
Goa: un bellissimo gioco gestionale ambientato fra le spezie e le colonizzazioni delle isole dell'Oceano Indiano;
Coloretto: un famoso gioco per famiglie veloce e molto divertente;
Maria: un gioco di guerra ambientato nella guerra di successione scatenatasi nel 1740 nel centro Europa, molto curato e ben costruito.

In continuità con questo periodo ricco di giochi, ieri, 11 Ottobre, abbiamo visitato la terza edizione del Roma Est in Gioco dove, tra tornei, mercatini e spade laser abbiamo avuto la possibilità di giocare a Jaipur: un simpatico e veloce gioco per due giocatori in cui si vestono i panni di due commercianti indiani.
L'appuntamento clou della serata di ieri è stato però quello con l'asta dei giochi usati: oltre 300 titoli che per cinque ore sono stati presentati e venduti (quasi tutti) sotto la guida di un banditore che se avesse fatto una maratona avrebbe sudato meno. Con la sua abilità e simpatia è riuscito a vendere giochi e far salire il prezzo di alcuni con vera maestria. Forse si poteva pensare di dargli il cambio un po' prima che entrasse in uno strano trip mentale che gli ha fatto perdere la lucidità trasformandolo in un giovane Steve Ballmer.



sabato 9 novembre 2013

Lucca Comics & Games 2013

Finalmente, dopo anni di tentativi a vuoto, questo 2013 mi ha dato quel minimo di spirito d'iniziativa per organizzare un breve ma intenso viaggio verso il Lucca Comics & Games.



Vista la decisione dell'ultimo minuto, mi sono trovato costretto a prenotare un albergo a Firenze. In realtà la scelta è stata tattica in quanto avevamo, proprio dal capoluogo toscano, un passaggio in auto verso Lucca. 

Giovedì 31 Ottobre, nonostante un GRA in tema con Halloween (il traffico faceva veramente paura), subito dopo il lavoro io e la mia dolce metà ci siamo avventurati verso Firenze. L'hotel ci ha accolto benissimo offrendoci un comodo posto auto gratuito (pazienza fosse all'aperto); ottima cosa visto che a Firenze non esistono i parcheggi gratuiti.

Venerdì 1 Novembre, come d'accordo, la nostra coppia d'amici ci ha raccattato dall'albergo e ci ha portato verso Lucca. Dopo un parcheggio tattico ci siamo uniti alla fiumana di persone che iniziava ad invadere il centro storico. Presi i biglietti (oltre 100 metri di fila), ci siamo avventurati nel mega-padiglione ludico, in cui decine di stand ci offrivano giochi di ogni genere. La bramosia di comprare tutto era alta, ma il mio solito autocontrollo ha salvaguardato il portafogli. Se volete approfondire la varietà di stand e giochi proposti potete leggere questo post (cliccate qui).
L'unico acquisto è stato il bellissimo Galaxy Trucker, vecchio desiderio divenuto realtà visto l'ottimo prezzo. In tarda mattinata ci siamo accorti che la folla aumentava minuto dopo minuto e abbiamo deciso, dopo aver visitato tutti gli stand, di uscire e andare a cibarci prima del pomeriggio sonoro.

Fra le vie della città ovviamente eravamo circondati da cosplayers di ogni tipo: da quelli più semplici a quelli più sofisticati, da quelli più vintage ai più moderni. Un buon modo per rendersi conto di ignorare tantissimi manga e relativi cartoni animati. I miei preferiti sono stati questi.




Dopo un panino con la porchetta (non molto tipico di Lucca, ma utile a immagazzinare le calorie necessarie per sopravvivere a tutta la giornata) siamo tornati al palco, dove il nostro amico nel primo pomeriggio, insieme al gruppo degli Shin Bishoonen, ci ha deliziato le orecchie con un'ora e mezza di sigle dei cartoni animati.


Il gruppo si è divertito a proporre i loro brani preferiti, più o meno noti.


Molto divertente la sfida fra le due versione di Lady Oscar (per fortuna ha vinto la versione dei Cavalieri del Re!).


Molto toccante il momento in cui Lucca ha danzato sulle note "fisarmonicate" di Lupin III.



Alla fine del loro concerto ci siamo avventurati nell'area comics, al centro di Lucca, in cerca di un posto a sedere e di un albo speciale.



Alle 19:00 siamo ritornati di nuovo al palco, dove i I Raggi Fotonici & Friends hanno riproposto una carrellata di sigle in diretta su RadioAnimati.
Si sono così fuse le nuove sigle a quelle vecchie con le preziose collaborazioni di grandi interpreti del passato.
Claudio Maioli con la riproposizione della sempre stupenda sigla di Ken il Guerriero


Mauro Goldsand con le sigle di Carletto, il principe dei mostri


e la "prestigiosa" partecipazione di Alberto Tadini con le sigle di Atlas Ufo Robot



Alla fine del concerto, più imbucati che mai, abbiamo avuto l'onore di partecipare alla cena riservata ai musicisti. Le nostre gambe hanno gradito soprattutto la comoda sedia e, come capita in occasioni simili, la stanchezza si è fatta sentire subito. Dopo un pasto veloce e stupendi discorsi sulle sigle dei cartoni animati abbiamo affrontato il viaggio di ritorno verso Firenze. Il letto dell'albergo è stata la ciliegina sulla torta dopo questa splendida giornata.

Il mattino seguente, dopo una veloce passeggiata per il centro di Firenze, ci siamo regalati un ottimo pranzo alla Trattoria del Pennello!



Il rientro a casa è stato così più sopportabile!


martedì 29 maggio 2012

Dr. Why Show!

Domenica sera ho avuto il piacere di partecipare al Dr.Why Show!


Per chi non lo conoscesse, il Dr.Why non è altro che il primo e miglior gioco a quiz itinerante per i locali italiani.
Presente nei locali di tutta Italia e anche via web, permette a tutti i malati di giochi come me di mettersi alla prova.
Il Dr. Why Show ha convogliato oltre cinquanta squadra, alcune anche in trasferta da Sicilia, Calabria e Umbria, per una lunga sfida su più materie.

Io, la mia consorte e un caro amico abbiamo deciso di sfidarli. Nella sempre fresca location del Kirby's Garden in quel di Marino (a due passi da Roma) ci siamo così ritrovati a gustarci una cena veloce e, soprattutto la sfida contro alcuni tra i migliori giocatori di tutta Italia.

   
La gara prevedeva quattro manche tematiche, alla fine di ognuna delle quali le prime 4 squadre avrebbero guadagnato un posto in finale e la prima avrebbe anche vinto il trofeo relativo a quella materia.
Nella prima (domande umanistiche) siamo riusciti nell'impresa di concludere al quarto posto e così qualificarci subito alla finale.
Nella seconda (domande scientifiche) abbiamo bissato arrivando di nuovo quarti. Per un piccolo disguido tecnico abbiamo perso quei 600 punti che ci avrebbero permesso la vittoria nella manche che ci vedeva più preparati.
Infatti nella terza (domande artistiche) e nella quarta (domande sportive) non siamo riusciti a mantenere lo stesso ritmo e abbiamo perso terreno.
Inutile dire che la finalissima da 28 domande ci ha visti deragliare finendo Trentunesimi (ultimi dei qualificati!).
Ma mi conoscete, per me l'importante non è vincere, ma divertirsi!!

Complimenti ai Licantropi (alias Fast & Furious) che si sono confermati grandi professionisti nonché vincitori della finale!






mercoledì 22 febbraio 2012

Twilight Struggle



Se mi dovessero chiedere qual è il mio gioco preferito sarei messo in difficoltà. La varietà dei giochi conosciuti in questi ultimi anni mi dà una scelta così ampia che non saprei dire un solo nome.
Fra i tanti sicuramente Twilight Struggle è uno dei giochi più affascinanti che abbia finora provato. Si tratta di un Wargame Card Driven ambientato nel periodo della guerra fredda. Due giocatori dovranno inscenare la sfida fra le due superpotenze U.S.A. e U.R.S.S, con l'obiettivo di avere più influenza possibile nel mondo.



La plancia mostra infatti una cartina del mondo con le due superpotenze e 6 macro-regioni politiche (Europa, Asia, Medio Oriente, Africa, America Centrale, e Sud America). Ognuna delle sei macro-regioni è suddivisa in diverse nazioni collegate fra loro secondo i legami politici e commerciali del periodo storico, ignorando i confini geografici. Alcune delle nazioni sono considerate campi di battaglia e il loro controllo risulta strategico ai fini del gioco.
La partita è suddivisa in 10 turni frazionati in 8 round ciascuno (7 nei primi tre turni). In ogni round i due giocatori si alterneranno nel giocare le loro carte per incrementare la propria influenza in una o più nazioni o diminuire quella avversaria.
Le carte hanno una doppia modalità d'uso: l'evento storico indicato nella parte centrale e un valore operazionale indicato da un numero nella parte alta della carta. Il giocatore decide se rievocare l'evento descritto o sfruttare i punti operazione per fare una delle tre azioni possibili: Aumentare la propria influenza, Fare un colpo di stato in una nazione, Riallineare l'influenza in vari stati.
Gli eventi storici possono essere a favore degli USA, degli URSS o neutrali. Se un giocatore sceglie di usare i punti operazione di una carta il cui evento è a favore dell'avversario, quest'ultimo potrà usufruirne comunque.
Nel mazzo sono presenti delle carte scoring che, una volta giocate, non permettono nessuna azione ma obbligano la verifica dell'influenza delle due superpotenze in una determinata regione, andando a premiare con un punteggio maggiore il giocatore che controlla la maggioranza di nazioni e campi di battaglia.

Il gioco si articola quindi in una continua lotta, colpo su colpo, per cercare di avere sempre la meglio sull'avversario, gestendo nel miglior modo possibile le carte che ad ogni turno vengono distribuite. La partita si complica ulteriormente a causa del DEFCON, da tenere sempre sotto controllo, e di una corsa nello Spazio alla ricerca di punti e privilegi che potrebbero agevolare i turni successivi.

Ovviamente la semplice descrizione che avete appena letto non può evocare l'ansia e il fascino che il gioco riesce a far scaturire, rendendo le ore di gioco veloci e divertenti.
Per maggior informazioni e descrizioni potete leggere la recensione della Tana dei Goblin e di Boardgamegeek.

giovedì 29 settembre 2011

Ludus

George Bernard Shaw disse "Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perché si smette di giocare" (ovviamente lo diceva in inglese e suonava pure meglio, ma accontentiamoci).
Questa frase, oltre ad avermi fatto sapere che nel mondo è esistito un tizio che si chiamava George Bernard Shaw, mi si è appiccicata perfettamente sulla pelle.
Fin da bambino ho amato i giochi di qualsiasi tipologia, ma soprattutto i giochi da tavola.
Amavo volare con la fantasia e immedesimarmi nell'ambientazione di tutti i giochi. Diventavo un palazzinaro che con una candela in mano passeggiava per le vie del Monopoli; mettevo la divisa e muovevo le mie armate verdi contro gli avversari nel tentativo di raggiungere l'obiettivo che il Risiko! mi assegnava; vestivo i panni dell'allenatore della Juventus alla ricerca degli schemi e dei movimenti migliori contro la squadra avversaria nel tappeto verde del Subbuteo.
Passando dai fantini del Totopoli alle azioni di Shark fino alle biciclette del Giro d'Italia ho avuto la fortuna di coinvolgere i compagni di scuola e giocare per anni.



Purtroppo in Italia manca quasi completamente la cultura ludica: mentre alcuni giochi di carte godono della giusta considerazione, i giochi da tavola vengono visti come giochi adatti solo ai bambini, in cui lo scopo è solo divertirsi e tutto è guidato dalla fortuna.
Questa mentalità ha eclissato giochi che godono nel resto del mondo della giusta pubblicità e considerazione. Giochi che sono tutt'altro che per bambini. Giochi in cui bisogna usare in maniera efficace la materia grigia per arrivare alla vittoria e il fattore aleatorio non esiste.
Per mia fortuna internet permette di andare oltre i confini mentali e le barriere architettoniche della pigrizia.
Per capire quanti giochi non conoscete potete guardare la classifica su BoardGameGeek con oltre 54000 recensioni di giochi suddivisi nelle varie categorie. Se non masticate l'inglese o siete patriottici potete buttare un occhio nell'italianissima TanaDeiGoblin.

Guardate, studiate e leggete. Prossimamente cercherò di incuriosirvi, gioco dopo gioco.