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domenica 22 febbraio 2015

Consigli per chi accetta consigli

Volevo scrivere il solito noiosissimo post filosofico con l'intento di motivare voi lettori ad acculturarvi. Ma non voglio tirarla troppo per le lunghe. Se state leggendo queste righe avete già vinto per quanto mi riguarda. 
Volevo solo sponsorizzare alcuni blog, che molti di voi forse già conoscono, ma che ad alcuni potrebbero essere sfuggiti.

Il dottor Salvo Di Grazia ormai da anni si impegna nella lotta contro le pseudocure, i truffatori e i mitici guaritori. Il suo blog è una miniera d'oro di informazioni. Sicuramente è meno d'impatto rispetto a un'immagine su Facebook che a caratteri cubitali vi illude che con il bicarbonato potrete guarire da tutti i mali. Vi permetterà in compenso di prendere coscienza di come tanti truffatori si facciano beffe di voi e dei vostri punti deboli, come ha fatto Vannoni, giusto per citare uno dei nomi più recenti. 



Il mitico Paolo Attivissimo, storico membro del CICAP (l'organizzazione che indaga in maniera scientifica sui fenomeni paranormali) ha un blog in cui principalmente spiega e sbugiarda le "bufale" mediatiche. Analizza la maggior parte delle leggende metropolitane, da quelle storiche a quelle più recenti.



Passiamo a un blog meno tematico e più personale: Kein Pfusch, Bitte! (http://www.keinpfusch.net/)

Un blog di opinione quasi quotidianamente aggiornato dal mitico Uriel Fanelli. I temi spaziano principalmente dalla politica all'informatica, esaminando anche i fenomeni sociologici. Il suo punto di vista, da residente in Germania, è sempre libero e personale, com'è giusto che sia in un blog. Con un'ironia affilata esprime la sua opinione in maniera talmente sincera da sembrare quasi offensiva.



Fra tanti uomini, anche una donna: L'orologiaio Miope (http://lorologiaiomiope-national-geographic.blogautore.espresso.repubblica.it/)

Lisa Signorile, biologa e zoologa, cura un blog che, seguendo le orme di Darwin, ci mostra il mondo animale a trecentosessanta gradi. Una finestra sulla natura che offre molteplici spunti di riflessione, condita da un'elegante ironia che alleggerisce temi spesso considerati noiosi ma che invece ci fanno capire come gli animali siano molto più simili agli uomini quel che si pensi.



Molti spunti di riflessione li offre anche UomoMordeCane (http://www.uomomordecane.it/)

Il geniale Massimiliano Zulli offre nel suo blog un campionario di comicità intelligente. Una voce fuori dal coro mediatico satirico, solitamente ricco di banali sberleffi e classiche caricature. Nei suoi post ci si ritrova in un'isola felice di comicità ad alto livello. Neanche George Carlin, riuscirebbe a far di meglio. Ma solo perché è morto.



L'ultimo blog che vi consiglio è ZeroCalcare (http://www.zerocalcare.it/)

Il giovane disegnatore rebibbiano ha offerto negli ultimi anni, settimana dopo settimana, divertenti storie autobiografiche a fumetti in cui milioni di italiani si sono immedesimati. Nei suoi racconti vengono affrontati i veri grandi problemi dei giovani trentenni di oggi: dal corretto uso del copripiumino agli spoiler sulle serie TV, passando per le inesorabili scadenze lavorative.

venerdì 5 dicembre 2014

Profumi Natalizi

Dicembre, mese del Natale, dei regali e della carenza di idee. Si ha sempre paura di essere banali, ma anche quest'anno ho la soluzione per voi. Già l'anno scorso vi avevo suggerito un bel sito per l'acquisto dei regali natalizi: http://zioykaro.blogspot.it/2013/11/regali-cazzoni.html

Quest'anno ho trovato invece molto interessante quest'altro sito: http://www.shitexpress.com/.
La scelta è meno ampia, però sicuramente l'originalità e l'effetto sorpresa non mancherà. Altro che sciarpe o guanti. Considerate inoltre che il pacco sarà inviato in via anonima, quindi non dovrete neanche preoccuparvi di creare quel senso di debito in chi riceverà il dono.
Tanto alla fine, se ci ragionate, non sarà il primo regalo di questo tipo che farete a qualcuno... e poi, in ogni caso, ricordate che la merda non è così brutta come la si dipinge.


mercoledì 11 dicembre 2013

iDieci iComandamenti

Un uomo barbuto è noto soprattutto per una sua frase: "La religione è l'oppio dei popoli". Una frase interpretata in tante sfumature diverse ma che fa capire come l'essere umano, più o meno dotto, ha sempre cercato una facile risposta a qualcosa a lui ignoto.
Un prete del mio paese, tanti anni fa, ci veniva a trovare spesso mentre facevamo catechismo all'oratorio (ebbene sì, anche io ho un passato oscuro). Fra le varie "prediche" gratuite, un giorno ci fece una domanda che non capii per tanti anni. O meglio, non capii la risposta. Ci chiese più o meno: "Chi sono i nuovi dei a cui l'uomo si sta paurosamente avvicinando?". Qualcuno facendo il figo buttò lì un Allah, venendo però tacciato dall'antipatico prete. La risposta che ci diede fu: "Il dio calcio! Il dio televisione". La religione cattolica voleva il monopolio sulla distrazione di massa. Ma stiamo parlando dei primi anni '90. Quell'odioso prete non poteva neanche immaginare ciò che sarebbe arrivato negli anni a seguire.
Nei decenni successivi sono arrivati tanti nuovi profeti. Ma il migliore, colui che ha centrato l'obiettivo è Steve Jobs.



La sua storia ha qualcosa di biblico. La parte per me più bella è quella iniziale, ben raccontata nel film I Pirati di Silicon Valley, in cui il giovane Steve riesce a sviluppare al meglio un impero, per poi riuscire a perderlo. Una storia dalle tante morali.
Quello che è successo dal 1997, dopo il reinserimento nella società da lui stesso fondata, ha però l'aspetto più profetico. Arrivati in un'era tecnologica in cui si poteva realizzare qualcosa di inimmaginabile anche solo dieci anni prima, l'ormai attempato Steve inizia a dettare legge su ciò che sarebbe stato un percorso che tutto il mondo avrebbe seguito. 
Ha imposto la religione della tecnologia. 
Ora, grazie a lui, il popolo ha lasciato il rosario nel comodino e ha impugnato lo smartphone. Nessuno può più vivere senza il suo tablet, anche se non sa bene cosa farci. L'importante è averlo e avere fede nelle App che lo store gli ha donato (a pochi €).
Steve ha dettato legge:

1) Non avrai altro smartphone all'infuori dell'iPhone.
2) Non nominare il nome di Google invano.
3) Ricordati di santificare l'Apple Store. 
4) Onora il tablet e la mela.
5) Non jailbreakkare.
6) Non comprare App impure.
7) Non rubare (compralo!)
8) Non brevettare falsa testimonianza.
9) Non desiderare il sistema operativo altrui.
10) Non desiderare l'App Store altrui.

Apple.

venerdì 22 novembre 2013

Regali Cazzoni

Nel cazzeggiar felici, tipico del venerdì sera, ci si imbatte talvolta in bellissimi siti. Oggi mia moglie ha scoperto questo: DoxBox.

Vi consiglio vivamente un tour panoramico fra le decine di gadget suddivisi nelle varie categorie. Mi limito a mostrarvi queste tre perle:


Questo oggetto permette a giovani fidanzatini di evitare l'onicofagia e lo scaccolamento compulsivo. Tramite questo simpatico gadget sarà possibile decapitare impunemente decine di bambini antipatici. Chi dovesse decidere di acquistarne due, potrà divertirsi con dei bellissimi e caldissimi girotondi.



Se anche voi donne volete provare la bellissima sensazione di venire strangolati da un dipendente di Equitalia, questo è il vostro oggetto. Finalmente avrete al vostro fianco qualcuno che eviterà di sottolineare le vostre smagliature e sarà sempre pronto ad un morbido abbraccio. Il vostro amore durerà per sempre, finché infeltrimento non vi separi.


Siete stanchi di sacrificare la cultura per colpa di una banale cervicale? Non volete più fare brutta figura quando qualcuno sottolinea le vostre lacune? Questo è l'oggetto che fa per voi. Le ricerche nello spazio hanno permesso alla NASA la creazione di questo oggetto fondamentale per non diventare dei moderni Giacomo Leopardi, imbruttiti da sette minuti di lettura matta e disperata.

Se anche voi eravate indecisi su cosa regalare a Natale, ora non avrete più dubbi.

domenica 15 settembre 2013

Il social è poco social

Un paio di anni addietro parlavo di come le persone si conoscevano e interagivano in questi decenni anche grazie a internet: (clicca qui per rileggere il vecchio post).
Questi ultimi tempi hanno però modificato, forse in peggio, il modo di interagire(?), perlomeno qui in Italia. L'egoismo e l'ignoranza hanno prevalso sull'aspetto socializzante di siti come FaceBook e, soprattutto, Twitter.
Per la maggior parte delle persone infatti si sono innescati dei meccanismi per cui il social network non è più un luogo dove conoscere altri, ma un posto dove far conoscere se stessi, mirando alla massima popolarità. La differenza sembra minima ma invece diventa colossale. In qualche modo si è riusciti a creare una scala sociale anche sul web dove, per assurdo, tutti dovremmo essere (giustamente) sullo stesso piano. 

L'altro terribile aspetto della situazione è la continua mancanza di contenuti e cultura in ciò che si scrive. Una semplice chat ti obbligava a interagire col dialogo. Se poi questo fosse intelligente, demenziale, volgare o un insieme di queste cose poco importava. La semplice e nuda chat ci obbligava a parlarci, a confrontarci. Ora invece si "condivide" e ci si limita ai "mi piace" (o si "stellina" nei preferiti su Twitter). 
Nonostante la condivisione abbia un senso quando misurata, mirata e finalizzata a condividere un messaggio utile e originale con gli altri, spesso viene abusata, diventando un inutile e fastidioso cinguettare di usignoli ignoranti che non avendo altro da dire entrano in loop, dimostrando la loro pochezza di argomenti (come evidenziato dal perfetto collage concessomi da UomoMordeCane).



Probabilmente è vero che prima, ad una banale chat, ci accedeva qualcuno con un intelletto un poco superiore alla scimmia ammaestrata, una persona con una cultura superiore a quella dell'attuale utente medio social.
La facilità e la possibilità di utilizzare i moderni social network, oltre essere diventata una moda, permette anche di vedere più a largo raggio chi e come sono e cosa pensano gli italiani.

domenica 2 dicembre 2012

Connessioni Smarrite

Il nostro cervello è composto da miliardi di neuroni, tutti collegati fra loro in maniera complessa e ingegnosa in un'intricata ragnatela di sinapsi. Ciò produce tutto ciò che siamo, ricordiamo e possiamo immaginare. Una ricca e meravigliosa macchina capace di creare, inventare ed emozionarci ogni giorno. 

Ora provate a immaginare il mondo, coi suoi 7 miliardi di abitanti, come un grande cervello e immedesimatevi in uno dei suoi neuroni. Tutte le vostre connessioni con le persone che conoscete sono delle sinapsi umane e tutte le relazioni fra gli abitanti della terra creano un'intricatissima mappatura di conoscenze. Consideriamo le sole amicizie su Facebook, anche se sicuramente vi siete relazionati in forma più o meno prolungata con molte più persone di quelle presenti nella vostra lista di amici. Quanto siamo capaci di ricordare, condividere e imparare dalle sole condivisioni che ogni giorno abbiamo su Facebook? Ma soprattutto, quanto è importante ricordare, condividere e imparare ogni giorno con qualcuno di completamente diverso da noi?
Nonostante la società si sia evoluta negli ultimi decenni, esistono ancora suddivisioni e separazioni enormi e futili. Ricchi e poveri, bianchi e neri, alla moda e sciatti. Eppure, nonostante a qualcuno faccia ancora storcere il naso, siamo tutti quasi uguali. Siamo tutti neuroni di un pianeta che soffre e fatica a evolversi a causa di questi coaguli sociali che non riusciamo ancora a sciogliere. Ci hanno reso cocomeri quadrati, comodi per essere inscatolati meglio, evitando di lasciar spazio alla nostra fantasia, al ragionamento e alla nostra naturale forma e dimensione.



Troppo spesso ci si rinchiude come pecore in un recinto fatto di pregiudizi, affinità e classi sociali, imposte da un sistema a cui fa comodo suddividerci in queste categorie.
Frasi del tipo: "abbiamo solo fatto il militare insieme", "siamo solo colleghi di lavoro", "abbiamo solo seguito gli stessi corsi all'università", "era solo un vecchio compagno di classe" fanno capire come spesso noi stessi abbiamo voluto tagliare quei ponti con centinaia di altri neuroni, che avrebbero potuto darci oggi molto più di quello che abbiamo riguardo a conoscenza, esperienza ed evoluzione.
Per fortuna internet e social network come Facebook ci permettono ora di liberarci da queste catene e ricreare delle sinapsi con persone con cui era venuto meno il contatto. Ogni persona che conosciamo può darci molto più del motivo per cui la conosciamo. 


domenica 7 ottobre 2012

50 sfumature di Twitter

In questi ultimi mesi mi sono appassionato a Twitter e, come sempre, mi sono divertito ad analizzare le svariate tipologie degli attori che ne fanno parte e le interazioni che scaturiscono fra di loro.
Principalmente amo seguire i VIP perché da loro trovo i maggiori spunti di riflessione. Oltre a scoprire che non tutti se la tirano come si potrebbe pensare, seguirli mi permette di assistere alle migliori diatribe dialettiche.  
Questo succede perché su Twitter sono nate le TwitStar (persone sconosciute che a colpi di tweet ironici e provocanti sono riuscite a collezionare migliaia di follower). Questi se la tirano più di molti VIP anche perché, come in ogni ambiente chiuso, si creano fazioni, invidie e antipatie a volte molto infantili. Tutto ciò ha portato anche alla creazione di nuove malattie: la più diffusa è l'ansia da defollow.  



Ci sono persone che venderebbero le loro falangi per qualche decina di follower in più e appena qualcuno li abbandona soffrono più di un labrador nell'autostrada imprecando e ululando alla luna. Taluni non si spiegano come i loro Tweet (di merda) non piacciano! 
Per non parlare dei veri e propri saccheggi. Nello squallido tentativo di rendersi sempre più simpatici parecchi soggetti copiano spudoratamente i tweet degli utenti più carismatici spacciandoli per loro. Trovo questa azione di una stupidità assurda, soprattutto in un social network dove, giustamente, si possono condividere i tweet più belli. Quale orgoglio può dare un plauso per una tweet rubato? Mistero. 

Noto infine lo strano stupore di tanti (soprattutto i VIP) nello scoprire che la maggior parte degli utenti ama fingersi sul web ciò che non è. Anche Twitter ovviamente offre la possibilità di reinventare se stessi fingendosi qualsiasi cosa. L'esempio più comune è fingersi belli quando si è nella realtà poco più di un cesso. Ma allo stesso tempo ci sono (anche se in minore quantità) persone belle che si divertono a fingersi cessi. Nella vita reale si finge ogni giorno, volontariamente o no. Siamo uno, nessuno e centomila e internet aiuta a fingere ancora meglio. 
Non stupitevi quindi (e non rimanete delusi) se al primo raduno coi vostri tweetamici vi ritroverete circondati da  perfetti sconosciuti.

domenica 31 luglio 2011

Sapessi com'è strano sentirsi innamorati su mIRC

In questi decenni tante cose sono cambiate, una delle principali è il relazionarsi con le persone.
Mentre prima gli unici posti per conoscere nuovi amici o abbordare una ragazza erano la scuola, la piazza del quartiere, il pub più frequentato o la discoteca più alla moda, ora c'è Internet!



Grazie a tanti mezzi come: mIrc, skype e i moderni social network come facebook e google+, ormai la piazza del paese si è estesa velocemente al mondo! Questo ha creato coppie che sono durate 38 minuti, matrimoni, divorzi, amori intensi e amicizie impossibili.

Io e la mia consorte incarniamo bene questa nuova era. La nostra storia si è evoluta grazie alla chat di #quizzer; un bellissimo luogo dove incontrarsi, giocare e scherzare. Siamo poi passati alle videochiamate su skype, ai giochi da tavola su brettspielwelt dove ci siamo tenuti compagnia conoscendoci sempre meglio, fino ad approdare alla convivenza e al matrimonio.

Come noi, tante altre coppie hanno avuto percorsi simili; alcune sono sposate, alcune sono divorziate, altre si sono lasciate dopo pochi mesi.



Che questo sia giusto, sbagliato, meglio o peggio di prima, non oso dirlo. Penso banalmente che sia semplicemente diverso.
Sicuramente trovo stramba la versione ibrida, quando in un locale noto qualcuno cerca di conoscere persone tramite la chat del cellulare...