domenica 15 settembre 2013

Il social è poco social

Un paio di anni addietro parlavo di come le persone si conoscevano e interagivano in questi decenni anche grazie a internet: (clicca qui per rileggere il vecchio post).
Questi ultimi tempi hanno però modificato, forse in peggio, il modo di interagire(?), perlomeno qui in Italia. L'egoismo e l'ignoranza hanno prevalso sull'aspetto socializzante di siti come FaceBook e, soprattutto, Twitter.
Per la maggior parte delle persone infatti si sono innescati dei meccanismi per cui il social network non è più un luogo dove conoscere altri, ma un posto dove far conoscere se stessi, mirando alla massima popolarità. La differenza sembra minima ma invece diventa colossale. In qualche modo si è riusciti a creare una scala sociale anche sul web dove, per assurdo, tutti dovremmo essere (giustamente) sullo stesso piano. 

L'altro terribile aspetto della situazione è la continua mancanza di contenuti e cultura in ciò che si scrive. Una semplice chat ti obbligava a interagire col dialogo. Se poi questo fosse intelligente, demenziale, volgare o un insieme di queste cose poco importava. La semplice e nuda chat ci obbligava a parlarci, a confrontarci. Ora invece si "condivide" e ci si limita ai "mi piace" (o si "stellina" nei preferiti su Twitter). 
Nonostante la condivisione abbia un senso quando misurata, mirata e finalizzata a condividere un messaggio utile e originale con gli altri, spesso viene abusata, diventando un inutile e fastidioso cinguettare di usignoli ignoranti che non avendo altro da dire entrano in loop, dimostrando la loro pochezza di argomenti (come evidenziato dal perfetto collage concessomi da UomoMordeCane).



Probabilmente è vero che prima, ad una banale chat, ci accedeva qualcuno con un intelletto un poco superiore alla scimmia ammaestrata, una persona con una cultura superiore a quella dell'attuale utente medio social.
La facilità e la possibilità di utilizzare i moderni social network, oltre essere diventata una moda, permette anche di vedere più a largo raggio chi e come sono e cosa pensano gli italiani.