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martedì 19 aprile 2016

Modena Play 2016

Anche quest'anno abbiamo avuto la felice idea di recarci a Modena per la manifestazione Play.
Dopo la bella esperienza dell'anno scorso eravamo anche più consci di cosa avremmo trovato. Con lo stesso gruppo (io, Antonella, Emilio e Annalisa) e gli stessi orari siamo partiti la mattina di sabato 2 Aprile. Verso le 13:30 siamo arrivati alla fiera e, dopo un veloce tour nei padiglioni e un pranzo al sacco saggiamente preparato da casa, abbiamo iniziato il nostro viaggio esplorativo. Il buon Emilio aveva preparato una wish-list che ci ha guidato tra i vari stand.

Partiamo da una versione gigante di Dr. Eureka: un simpatico filler pensato per i più piccoli ma molto divertente anche per gli adulti. Abilità manuale, colpo d'occhio e velocità di ragionamento sono i punti cardine del gioco. Chi per primo riesce a ricreare le combinazioni indicate in una carta pescata a caso ha la meglio sugli altri.

Ci spostiamo verso lo stand della dV Giochi dove troviamo disponibile Yeti: un simpatico gioco prevalentemente tattico. A turno si lanciano i dadi speciali che ci obbligano a scegliere come gestire i risultati nel tentativo di raggiungere per primi l'abominevole uomo delle nevi. Il gioco ci piace, tant'è che il giorno dopo io e Antonella decidiamo di acquistarlo per regalarlo a nostro nipote.

Ci spostiamo verso un tavolo in cui troviamo tre ragazzi ultimare una partita a Insoliti Sospetti. Il gioco è un cooperativo dai 3 ai 18 giocatori, quindi approfittando dell'ospitalità facciamo una prima partita in 7. Il gioco è veloce e simpatico, decidiamo così di fare altre due partite con altri due ragazzi che, passando di lì, ci hanno chiesto a loro volta ospitalità. Anche questo gioco, molto adatto alle nostre comitive, è entrato nel bustone degli acquisti del giorno dopo.

Uno dei giochi più cercati da Emilio è Celestia, che si rivela un gioco di bluff e deduzione molto gradevole. Un'altra coppia chiede di unirsi a noi e, dato che il gioco regge fino a sei partecipanti, non abbiamo nulla in contrario. A turno i giocatori rivestono il ruolo di capitano di una nave volante che deve lanciare dei dadi e, col beneficio del dubbio, dichiarare di possedere (o no) fra le proprie carte i simboli apparsi nei dadi: chi non ci crede "abbandona la nave". Se il capitano possiede effettivamente le carte la nave procede e il ruolo di capitano passa al giocatore successivo. Chi riesce a scendere nei momenti giusti raccoglierà più punti ottenendo la vittoria finale. Il gioco è molto simpatico, ci cattura e ci fa venire voglia di rigiocarlo. Lo avremmo anche comprato, ma non era incluso nelle "offerte" migliori della fiera.

Dopo la bella esperienza precedente ci ritroviamo fra le mani il veloce e caciarone Gallina City: un gioco molto dinamico, anche se forse non adatto ad essere giocato in una fiera chiassosa. Si deve infatti cercare di descrivere nel miglior modo possibile, in contemporanea con gli altri giocatori, i buffi animali raffigurati nelle carte tenute in mano, alla ricerca della carta gemella.

Verso la fine della serata ci fermiamo a giocare qualche turno di Epic Resort, un titolo uscito l'anno scorso ma mai provato da nessuno di noi quattro. Il gioco ha un'ambientazione particolare: un resort hawaiano fantasy in cui ospitare turisti anche del calibro di chierici e guerrieri. Bisogna fare attenzione ai mostri che però tentano di saccheggiare i nostri edifici. Un particolare deck-builder che meriterebbe di essere rigiocato.

Prima di avviarci al nostro caro albergo chiudiamo con Pozioni Esplosive. Ne avevo sentito molto parlare, purtroppo però la meccanica di cattura delle biglie per cercare di scatenare le reazioni esplosive si rivela meno intrecciata di come speravo. Dato che il gioco si basa fondamentalmente su quello, non riesco ad appassionarmici.


Andiamo via dalla fiera e in breve tempo raggiungiamo l'albergo in cui, oltre ai comodi letti, ci godiamo un'ottima cena.


La mattina, dopo una breve colazione, salutiamo l'albergo e corriamo verso la fiera, consci di trovare molta più folla rispetto al giorno prima. Intenzionati a fare acquisti sfruttando alcune delle offerte delle varie case editrici, proviamo un gioco di cui Antonella aveva sentito parlare molto bene: Tides of Time. Un gioco composto da... 18 carte, ma molto più profondo di quanto ci si possa immaginare. Una sfida uno contro uno che ci convince e infatti rientra fra i nostri acquisti.

Quest'anno alla fiera era allestita anche un'area dedicata ai giochi "europei" in cui cerchiamo qualche titolo interessante. I colori e la plancia di Gum Gum Machine ci catturano e ci avventuriamo in questo simpatico gioco da "ingegneri", in cui la memoria e la logica degli intrecciati ingranaggi della plancia mettono alla prova le nostre sinapsi. Chi riesce a creare i chewing gum più variegati ha la meglio.

Lì vicino ci imbattiamo in un gioco il cui nome non mi è nuovo: Black Hat. Conoscevo la sua ambientazione legata al mondo degli hacker, ma non conoscevo le sue meccaniche, che scopro con piacere essere quelle di un intrecciato gioco di carte. Una bella esperienza per un gioco che vorrei riprovare. Tra l'altro uno dei suoi autori, lì presente, ci chiede di fare un breve video per promuovere il gioco agli editori italiani. Vista la mia presenza temo che il gioco non verrà mai italianizzato.

In attesa delle varie estrazioni delle lotterie a cui più o meno volontariamente avevamo partecipato, andiamo a ripescare un vecchio gioco: Jamaica. Particolare corsa di navi pirata in cerca del maggior bottino. Leggero e avvincente. Purtroppo sono l'unico a cui è piaciuto.

L'anno scorso abbiamo cercato inutilmente di giocare ad Abraca...boh. Quest'anno, grazie all'immensa ludoteca della Tana dei Goblin, riusciamo a provarlo. Un bel gioco di logica e deduzione che ci vede lanciare incantesimi che... forse abbiamo a disposizione. Infatti ogni giocatore non vede gli incantesimi che ha di fronte, ma solo quelli degli avversari e, di conseguenza, deve dedurne i propri. Purtroppo l'estrazione di un'inutile (e taroccata) lotteria ci fa interrompere prima della fine la partita.

Chiudiamo praticamente la serata fra acquisti ed estrazioni di premi (in cui ovviamente non vinciamo nulla), quando ad un certo punto vedo libero il tavolo di Flick 'em up!
Ritorno bambino per venti minuti calandomi in questa sfida a colpi di dito dove al posto dei soldatini mi ritrovo dei buffi cow-boy che cercano di tenersi in piedi e buttar giù gli avversari.

Finisce così la nostra avventura. Molto più intensa e piacevole della scorsa volta. L'esperienza e la miglior organizzazione degli stand ci hanno permesso di muoverci meglio fra i tavoli e limitare i tempi di attesa per i giochi, soprattutto il sabato. Siamo riusciti a provare e scoprire molte novità. Fra gli acquisti, oltre quelli già citati, arrivano a casa nostra anche: Spyfall, Una notte da lupi e Android Netrunner  (ricevuto in regalo da Antonella).
Andiamo via contenti e convinti che questa non è stata l'ultima nostra visita alla fiera.

domenica 26 aprile 2015

Modena Play

Sabato 11 e Domenica 12 Aprile si è svolta a Modena la settima edizione di Play-Modena: probabilmente la più grande manifestazione italiana dedicata ai giochi da tavolo!


In compagnia di Antonella (mia moglie) e di una coppia di amici, sabato mattina partiamo da Roma in auto verso Modena. Fra una chiacchiera e l'altra, verso le 13:30, siamo già dentro la fiera. Tre padiglioni (e mezzo) ospitano gli stand delle diverse case editrici suddivise in aree tematiche. Il padiglione più ampio (quello parzialmente ripreso dalla foto sopra) è completamente incentrato sui giochi da tavolo. Negli altri due si possono trovare giochi per famiglie, per bambini, giochi astratti, miniature e ricostruzioni storiche.
Dopo un tour esplorativo e uno spuntino veloce proviamo a sederci ad un tavolo per la dimostrazione di qualche gioco. 
L'enorme numero dei partecipanti (quest'anno, nei due giorni sono stati superati i trentamila ingressi) non rende facile trovare un tavolo per quattro persone, soprattutto per i giochi usciti di recente.

I titoli che voglio provare non sono tanti, uno è Imperial Settler ("Coloni Imperiali" nell'edizione italiana). Per fortuna troviamo quasi subito spazio in uno dei tavoli ad esso dedicati.
Il gioco, dalla grafica accattivante, è un card-game che ricorda molto da vicino altri titoli dello stesso genere e, per questo, lascia un po' delusi i compagni al tavolo. Personalmente mi è piaciuto: ottima grafica, regolamento semplice e durata limitata. Un gioco non banale, con una buona profondità. Lo rigiocherei volentieri.

Un altro gioco, molto famoso, che vogliamo provare è Camel (C)Up. L'unico tavolo in cui lo vediamo è sempre occupato, con tanto di fila. Il premio come "Gioco dell'anno per famiglie" del 2014 l'ha sicuramente reso uno dei titoli più noti e per questo più attraenti. 

Proviamo ad avventurarci nello stand dell'Asterion (il migliore, per professionalità e organizzazione) in cui troviamo un tavolo libero per provare Concept. Questo party game per scimmie ammaestrate (come ho simpaticamente deciso di soprannominarlo) aveva già catturato la mia attenzione nei mesi passati. I giocatori sono messi alla prova nel tentativo di indovinare la parola che la "coppia" di turno sceglie in una scheda pescata a caso. La particolarità sta proprio negli indizi che la coppia può dare. Si devono infatti piazzare delle pedine sulla plancia in cui sono mostrati i "concetti" (Uomo-Oggetto, Grande-Piccolo, Flora-Fauna, ecc) cercando di far sì che qualcuno indovini. Un gioco molto adatto ai neofiti e ai gruppi numerosi.

Chiudiamo la serata con due titoli meno noti: L'isola proibita e Seven Seas. Il primo è un semplice cooperativo ambientato in un'isola che sta affondando. Con abile maestria e coesione i giocatori devono coordinarsi per portare in salvo i 4 artefatti e scappare incolumi. Non sono un grande amante dei cooperativi, li trovo tutti molto simili. Questo tra l'altro, ricorda molto Pandemic, dello stesso autore. 
Differente l'opinione su Seven Seas: un gioco di carte ambientato nel mondo dei pirati che vede i giocatori affrontarsi in una sfida nella composizione delle proprie ciurme. L'alta interazione (ci si può rubare/scambiare le carte ciurma) e la corsa contro il tempo (il primo che raggiunge o supera i 20 punti chiude la partita) lo rendono un gioco molto adatto ai miei gusti.

Alle 20:00 si conclude la prima giornata della fiera e, dopo il breve tragitto verso l'albergo, un'ottima cena e una bella dormita, ci ritroviamo la mattina della domenica pronti ad una nuova giornata ludica.

Approfittando delle "poche" persone di inizio giornata, ci avventuriamo nuovamente tra i tavoli dell'Asterion nel vano tentativo di provare Elysium, uno dei giochi che più mi hanno consigliato. A quanto pare non l'hanno consigliato solo a me, visto che i due tavoli ad esso dedicati sono sempre pieni. Troviamo sfogo in un piccolo tavolo nelle vicinanze in cui una simpatica ragazza ci cattura per una veloce partita a Jungle Speed. Nonostante non sia una novità degli ultimi tempi, non avevamo mai provato questo simpatico gioco di velocità e colpo d'occhio. 

Il colpo d'occhio è stato importante anche nel notare che, appena finita la sfida a Jungle Speed, si è liberato un tavolo vicino che ospita un altro dei giochi che volevo provare: Lord of Xidit. Ambientato nel mondo fantasy di Seasons, questo gioco molto colorato e simpatico ne cambia completamente le dinamiche. Non si tratta infatti, come Seasons, di un gioco di carte ma di un'avventura all'interno di una mappa (la terra di Xidit appunto) in cui dobbiamo pianificare le mosse che il nostro eroe dovrà fare (spostarsi, arruolare personaggi e combattere coi mostri). L'interazione nascosta e l'ottima componentistica ne fanno un gioco molto bello che è piaciuto a tutti e quattro.

Ci spostiamo per un ennesimo tour fra i vari stand. Tanti i giochi e le iniziative. Molti i rivenditori. Poche le offerte per acquistare i giochi. Una di queste riguarda una serie di piccoli giochi, tra cui Nosferatu: un gioco provato in una delle GobCon di cui vi ho parlato. Lo acquisto al volo prima che finisca la scorta. 

Poco coraggiosi, evitiamo di provare uno dei giochi che più mi incuriosisce: "Wir Sind das Volk": una sfida "uno contro uno" (come il mio amatissimo Twilight Struggle) che ci avrebbe obbligato a giocarlo a coppie. Un titolo che entra comunque nella mia personale wish list.

Passeggiando fra gli stand vediamo un Pitch-Car inutilizzato e, scoprendo che la nostra coppia di amici non l'ha mai provato, decidiamo di avventurarci in una veloce partita a colpi di indice. 

Ci appropinquiamo poi al padiglione dei giochi astratti e, anche lì, scopriamo che i nostri compagni di avventura non hanno mai provato Othello. Decidiamo allora di sederci per una veloce partita che ci fa da aperitivo per il pranzo.

Nel primo pomeriggio Antonella ci sprona a provare Spyfall, la cui recensione l'aveva incuriosita; purtroppo è già occupato. Decidiamo di non allontanarci troppo e proviamo, a pochi tavoli di distanza, Kaleidos: un gioco per bambini che cattura facilmente anche gli adulti. Un titolo simpatico che mi ha ricordato un Saltinmente con le immagini.

Il tavolo di Spyfall, per la gioia di Antonella, si libera e ne approfittiamo per provare questo titolo originale e simpatico. Stranamente piace molto a me e poco agli altri. L'idea di giocare attraverso domande e risposte, nel tentativo di scovare chi fra i giocatori è la spia, è molto semplice e simpatica. Chi ama calarsi in un veloce gioco di ruolo può trovare molta soddisfazione in questo titolo. 

Tentiamo di nuovo inutilmente ad infilarci nel tavolo di Camel (C)Up, ma la ressa in attesa per provarlo non accenna a diminuire. Ci allontaniamo allora per fare nuovi acquisti (Antonella trova a buon prezzo una copia di Goa) e vedere l'esito di una piccola lotteria a cui abbiamo partecipato (ovviamente non vinciamo niente). Lì vicino però si libera un tavolo per un piccolo gioco: Radio Londra. Il titolo a noi del tutto ignoto si scopre essere un simpatico gioco che ricorda DiXit. Anche qua bisogna cercare con una frase di far indovinare delle carte pescate a caso dal mazzo, ma le dinamiche di punteggio sono lievemente diverse. Il gioco piace, tant'è che i nostri amici ne comprano una copia. 

Decidiamo di presidiare il tavolo di Came (C)Up finché non si libera e concludere così il pomeriggio. Mentre rimaniamo in attesa del nostro turno, i nostri amici si allontanano per acquistare Concept. Nel frattempo altre persone si avvicinano per chiederci (vedendoci solo in due) se possono giocare a Camel (C)Up con noi. 
Alla fine ci ritroviamo in dieci persone sedute al tavolo (due coppie si fondono in un unico giocatore) e così proviamo (finalmente!) questo titolo col massimo numero di partecipanti consentito: otto. 
Il gioco è molto bello: facile da capire e da giocare. I cammelli corrono attorno alla piramide e i giocatori devono essere bravi a scommettere su di loro. La durata è brevissima (meno di trenta minuti, a prescindere dal numero dei partecipanti) e il divertimento è tanto. Decido infatti di comprarne una copia. 

Chiudiamo il pomeriggio con una sfida a La Boca: un gioco in cui ci si diverte a comporre, nel minor tempo possibile, degli edifici i cui prospetti devono corrispondere a quelli raffigurati su una carta scelta a caso. 

La nostra avventura al Modena Play si chiude così, stanchi ma felici per una due giorni bella e ricca di novità.

Ah, dimenticavo: le tigelle sono buonissime!











giovedì 1 maggio 2014

Rotolando verso Nord

Come tanti italiani ho approfittato della vicinanza fra Pasquetta e il 25 Aprile per fare un bel ponte, lontano dal lavoro, lontano da Roma.
Inizialmente abbiamo trascorso una breve ma intensa Pasqua-Pasquetta in Puglia, di cui abbiamo una diapositiva.


Martedì pomeriggio abbiamo fatto armi e bagagli e siam rientrati momentaneamente a Roma. Cambio di valigia, sonno leggero e mercoledì mattina eravamo di nuovo in auto pronti a rotolare verso Nord.
Approfittando del bel tempo ci siamo fermati a Siena. Una visita veloce alla cattedrale e a piazza del Campo ha anticipato un pranzo succulento alla Taverna di San Giuseppe, di cui abbiamo una diapositiva.



Dopo un saluto a Siena...

... siamo ripartiti verso Nord.

Verso sera siamo così arrivati in Liguria: la mia terra natia!
Ebbene sì, dopo anni di tentativi a vuoto, finalmente siamo riusciti a prendere armi e bagagli e rotolare per qualche giorno verso il luogo in cui ho trascorso i primi anni della mia vita. Grazie alla disponibilità di cari amici di famiglia ho potuto ritrovare posti che non vedevo ormai da dodici anni: come la mia vecchia casa a Vispa, una frazione di Carcare.


Abbiamo avuto la fortuna di esser ospiti in una casa che si affaccia nel verde e in cui lo smog è un termine ignoto.


Abbiamo approfittato del tempo a disposizione per fare i turisti e visitare alcuni dei bei posti che la Liguria offre, come Portofino.


Un borgo incastonato in un promontorio che regala ossigeno e scorci mozzafiato. Nel viaggio, fra andata e ritorno, abbiamo avuto l'occasione di attraversare altri luoghi noti della zona: Rapallo, Santa Margherita Ligure, Camogli e Recco.
Nello stesso pomeriggio non abbiamo perso l'occasione di visitare anche l'enorme acquario di Genova fra delfini, squali e carezze alle razze.





Nonostante sapessimo che l'acquario è uno dei più grandi al mondo, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall'organizzazione delle vasche e dal percorso guidato nelle varie aree. Un'esperienza che consigliamo a tutti.

Nei giorni successivi, le gite turistiche sono proseguite anche verso ponente, passeggiando sul lungomare di Finale Ligure dove abbiamo potuto assistere, fra l'altro, al passaggio di una simpatica banda (che mi ricordava il gruppo TNT) che ha attraversato il lungomare suonando tipiche canzoni... partenopee!



Anche in questo caso abbiamo approfittato, durante il viaggio, dei panorami che la bella giornata ci ha permesso di gustarci, passando per paesi caratteristici come Noli, Bergeggi e Spotorno.


Non è mancato il cibo. La gentilissima signora che ci ha ospitato ci ha ingrassato per bene con la sua abilità fra i fornelli. Ci ha preparato pasta fatta in casa degna di Masterchef: tagliatelle al ragù e pansotti ripieni di spinaci con burro e salvia. Ottimi pure i secondi: agnello in umido e arrosto di vitello. Ma non sono mancate frittate, crostate, torte e pizze fatte in casa.
Una delle sere, per cena, abbiamo provato anche la farinata di ceci.


Una vacanza perfetta, o quasi, rovinata solo dal viaggio di ritorno completamente accompagnato da una pioggia a tratti anche troppo violenta. Pioggia che ha impedito di fermarci a Pisa, come avevamo organizzato. In ogni caso siamo rimasti soddisfatti di questa vacanza e mia moglie, pugliese di nascita, ha proposto un gemellaggio con Savona, soprattutto dopo aver letto questo cartello.


sabato 9 novembre 2013

Lucca Comics & Games 2013

Finalmente, dopo anni di tentativi a vuoto, questo 2013 mi ha dato quel minimo di spirito d'iniziativa per organizzare un breve ma intenso viaggio verso il Lucca Comics & Games.



Vista la decisione dell'ultimo minuto, mi sono trovato costretto a prenotare un albergo a Firenze. In realtà la scelta è stata tattica in quanto avevamo, proprio dal capoluogo toscano, un passaggio in auto verso Lucca. 

Giovedì 31 Ottobre, nonostante un GRA in tema con Halloween (il traffico faceva veramente paura), subito dopo il lavoro io e la mia dolce metà ci siamo avventurati verso Firenze. L'hotel ci ha accolto benissimo offrendoci un comodo posto auto gratuito (pazienza fosse all'aperto); ottima cosa visto che a Firenze non esistono i parcheggi gratuiti.

Venerdì 1 Novembre, come d'accordo, la nostra coppia d'amici ci ha raccattato dall'albergo e ci ha portato verso Lucca. Dopo un parcheggio tattico ci siamo uniti alla fiumana di persone che iniziava ad invadere il centro storico. Presi i biglietti (oltre 100 metri di fila), ci siamo avventurati nel mega-padiglione ludico, in cui decine di stand ci offrivano giochi di ogni genere. La bramosia di comprare tutto era alta, ma il mio solito autocontrollo ha salvaguardato il portafogli. Se volete approfondire la varietà di stand e giochi proposti potete leggere questo post (cliccate qui).
L'unico acquisto è stato il bellissimo Galaxy Trucker, vecchio desiderio divenuto realtà visto l'ottimo prezzo. In tarda mattinata ci siamo accorti che la folla aumentava minuto dopo minuto e abbiamo deciso, dopo aver visitato tutti gli stand, di uscire e andare a cibarci prima del pomeriggio sonoro.

Fra le vie della città ovviamente eravamo circondati da cosplayers di ogni tipo: da quelli più semplici a quelli più sofisticati, da quelli più vintage ai più moderni. Un buon modo per rendersi conto di ignorare tantissimi manga e relativi cartoni animati. I miei preferiti sono stati questi.




Dopo un panino con la porchetta (non molto tipico di Lucca, ma utile a immagazzinare le calorie necessarie per sopravvivere a tutta la giornata) siamo tornati al palco, dove il nostro amico nel primo pomeriggio, insieme al gruppo degli Shin Bishoonen, ci ha deliziato le orecchie con un'ora e mezza di sigle dei cartoni animati.


Il gruppo si è divertito a proporre i loro brani preferiti, più o meno noti.


Molto divertente la sfida fra le due versione di Lady Oscar (per fortuna ha vinto la versione dei Cavalieri del Re!).


Molto toccante il momento in cui Lucca ha danzato sulle note "fisarmonicate" di Lupin III.



Alla fine del loro concerto ci siamo avventurati nell'area comics, al centro di Lucca, in cerca di un posto a sedere e di un albo speciale.



Alle 19:00 siamo ritornati di nuovo al palco, dove i I Raggi Fotonici & Friends hanno riproposto una carrellata di sigle in diretta su RadioAnimati.
Si sono così fuse le nuove sigle a quelle vecchie con le preziose collaborazioni di grandi interpreti del passato.
Claudio Maioli con la riproposizione della sempre stupenda sigla di Ken il Guerriero


Mauro Goldsand con le sigle di Carletto, il principe dei mostri


e la "prestigiosa" partecipazione di Alberto Tadini con le sigle di Atlas Ufo Robot



Alla fine del concerto, più imbucati che mai, abbiamo avuto l'onore di partecipare alla cena riservata ai musicisti. Le nostre gambe hanno gradito soprattutto la comoda sedia e, come capita in occasioni simili, la stanchezza si è fatta sentire subito. Dopo un pasto veloce e stupendi discorsi sulle sigle dei cartoni animati abbiamo affrontato il viaggio di ritorno verso Firenze. Il letto dell'albergo è stata la ciliegina sulla torta dopo questa splendida giornata.

Il mattino seguente, dopo una veloce passeggiata per il centro di Firenze, ci siamo regalati un ottimo pranzo alla Trattoria del Pennello!



Il rientro a casa è stato così più sopportabile!


domenica 25 agosto 2013

Ci sono ricascato

Ebbene sì, ci sono ricascato. Ho trascurato la mia tana in questo mese d'Agosto ricco di novità e piccoli impegni. 
Non che abbia fatto chissà che. Mi sto occupando del solito trasloco degli anni dispari... dovete sapere che per contratto con la produzione di Roma non posso soggiornare per più di 2 anni nello stesso appartamento. Per questo motivo ci stiamo spostando in zona di Fiumicino dove, forse, per 3 anni ci permetteranno di stare nello stesso appartamento! 

Inoltre, nonostante quest'anno fosse il primo in cui avessi delle ferie degne di tale nome, ho dedicato solo due settimane alle mie vacanze, suddividendole salomonicamente fra la Puglia e la Sardegna.
Puglia di cui abbiamo una diapositiva:


La Sardegna ci ha accolto con un mare in tempesta ma ci ha poi regalato una settimana perfetta.


Ed eccoci qua, agli sgoccioli di questo rilassante Agosto 2013, pronti a concludere il trasloco e iniziare un nuovo trantran lavorativo. 

sabato 27 ottobre 2012

We are all living in Berlino

Berlino è una città da vedere almeno una volta nella propria vita. Soprattutto per chi vive a Roma. Berlino è l'antitesi di Roma. Una città quasi totalmente ricostruita e moderna che lascia respirare le sue strade e i suoi cittadini. Una città che dà spazio alle auto, ai mezzi pubblici, ai pedoni e ai ciclisti. 
Io e mia moglie abbiamo avuto il piacere di visitarla con la splendida compagnia di due persone che, fra i tanti pregi, parlavano tedesco e ci hanno tolto l'annoso e fastidioso compito di dover comunicare con albergatori, commessi, ristoratori e via dicendo.

I fantastici 4, una volta arrivati al Leonardo Hotel e sistemati i bagagli, hanno deciso di visitare per prima cosa uno dei simboli della capitale: AlexanderPlatz
 
La piazza rappresenta appieno la continua ricostruzione e il rinnovamento di una città che più volte è rinata dalle sue ceneri. La torre della televisione, alta e imponente, svetta come punto di riferimento su una lunga piazza che regala una storia secolare. Particolarmente belli Marienkirche e il Rotes Rathaus.

Dopo una cena tipica nell'ottimo Gerichtslaube, l'albergo e il letto ci hanno accolto per ricaricare le batterie e i muscoli.

Il mattino seguente, dopo una tipica colazione tedesca, la prima tappa è stata Potsdamerplatz: una piazza in cui l'architettura moderna e tecnologica la fa da padrona. 

Il grattacielo triangolare di Renzo Piano, il Sony Center e i palazzi di Giorgio Grassi sono solo alcuni degli edifici che sbalordiscono la vista dei turisti. E in quale piazza potevamo trovare il Legoland Discovery Center se non qua? Un museo interamente fatto di LEGO in cui siamo tornati bambini: un must!
Ritornati al mondo reale, ci siamo goduti la splendida vista del Panoramapunkt, che dal suo ventiseiesimo piano (l'ascensore più veloce d'Europa ti ci porta in soli 3 secondi) ci ha permesso di ammirare dall'alto tutta la città.

Dalla piazza si raggiunge velocemente a piedi uno dei monumenti più particolari che io abbia mai visto: l'Holocaust-Mahnmal


A poche centinaia di metri si trova la Porta di Brandeburgo, tappa obbligatoria in un viaggio a Berlino, così come lo è una visita ai resti più significativi del Muro. Meno obbligatori, ma sicuramente interessanti, sono il Bauhaus-Archiv e la cupola del Bundestag. 


La lunga giornata si è poi conclusa con una seconda cena tipica tedesca al ristorante Xantener.

Secondo giorno, seconda colazione a base di uova e pancetta, per darci la giusta carica per la lunga passeggiata richiesta dallo Zoo! 


Vederlo tutto ci avrebbe occupato l'intera giornata e avrebbe richiesto due gambe di riserva. Non avendo né l'una né le altre vi abbiamo trascorso la "sola" mattina, per poi proseguire nel pomeriggio al Duomo di Berlino.

 
Un ottimo posto dove sedersi, riposarsi e contemplare gli splendidi particolari di uno degli edifici più imponenti di tutta Berlino.
A pochi metri dal duomo abbiamo visitato il Pergamonmuseum.


Oltre al magnifico altare di Pergamo (che dà il nome al museo) si possono ammirare la Porta del mercato di Mileto e la Porta di Ishtar, due imponenti opere che lasciano tutti a bocca aperta. 

Le gambe hanno iniziato a chiedere pietà, ma per fortuna la nostra gita si è conclusa lì. L'albergo ci ha accolto per l'ultima notte. La mattina dopo, bagagli in auto e... pensavate fosse finita qui? Illusi!

Lo splendido castello prussiano di Charlottenburg non poteva essere ignorato.


Le sue numerose stanze ricche di sfarzo, in pieno stile del Barocco italiano, ci hanno accompagnato alla scoperta della storia di Sofia Carlotta, Federico I di Prussia e della loro dinastia.

E qui, purtroppo, finisce veramente la nostra gita a Berlino. Il viaggio dei fantastici 4 è in realtà proseguito in auto nel traffico tedesco (ho scoperto che in Germania c'è un traffico incredibile) verso l'ovest, ma questa è un'altra storia!

Alla prossima!


 

martedì 28 agosto 2012

L'estate sta finendo

Era da vari anni che non dedicavo così tanto tempo alle ferie estive. Quattro settimane di relax! 

Nelle prime due settimane ho avuto il piacere di rivedere Vieste e la sua spiaggia ventosa. Talmente ventosa che c'erano più Kite-Surf che bagnanti. Anche i Wind-Surf non mancavano, ma sono soprattutto i Kite-Surf che mi hanno affascinato. Sarà per i loro colori sgargianti, sarà per i loro movimenti sensuali, sarà per le persone che venivano sballottate su e giù dall'acqua, totalmente succubi di qualcosa più forte di loro. Sarà tutto ciò, ma mi hanno divertito parecchio.



E così, in questo villaggio il cui lido era animato da simpatici animatori e aitanti bagnini, ho avuto modo di notare come oramai le giovani donne siano sempre più esplicite nella loro seduzione verso l'animatore più affascinante. C'è poco da fare: le tredicenni ci sanno fare molto più di tante quarantenni ben rodate! In questi contesti l'uomo preferisce la bella inesperta all'esperta decrepita. Anche perché, giovane quarantenne divorziata che tenti in tutti i modi di sedurre il bagnino, avere ai piedi due figli (oltre che le natiche e i seni) non ti rende così appetibile.

Sì, perché il target di questa zona era la giovane famiglia con figli dagli 0 ai 13 anni, quindi ero attorniato da genitori stressati dal lavoro ben felici di rilassarsi al mare e orde di bambini indemoniati. Mitica la sfida di tre bambini napoletani contro tre bambini del nord in una partita di beach-soccer degna di una finale dei mondiali. Ho visto più grinta e orgoglio in questi bambini, il cui più vecchio avrà avuto sette anni, che in tanti calciatori di Serie A (per la cronaca alla fine i napoletani hanno vinto due a zero).

L'ultima parte delle vacanze è stata in Sardegna. Come sempre ho avuto l'imbarazzo della scelta e ogni giorno ho potuto scegliere una spiaggia diversa, dal Sinis alla Costa Verde. Il caldo torrido, con i suoi anticicloni battezzati con nomi ridicoli, ci ha fiaccato di notte ma, allo stesso tempo, ci ha regalato bellissimi pomeriggi con mari limpidi e sempre calmi.



Rispetto a due anni fa in cui ho visto il mare solo per due (2) ore (una cosa indegna per un sardo) quest'anno non mi posso di certo lamentare.

venerdì 10 agosto 2012

Mare Sole e Burraco

Breve resoconto di questa prima parte di vacanza!
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domenica 1 luglio 2012

Umore Maligno al Ferula Ferita

Ieri, 30 Giugno, ho avuto il piacere di ritrovarmi al Ferula Ferita di Altamura. Ospite della serata Maurizio D. Capuano e il suo spettacolo scritto dai quei simpaticoni di UmoreMaligno.



Quasi due ore di satira senza risparmiare nessun tema: dalla religione agli animalisti, dalla pedofilia alla morte, passando da Boncompagni.
Il suo monologo per alcune delle persone presenti è stato come una luce accecante puntata su menti da troppo tempo abituate all'oscurità mediatica. Talmente accecante che spesso ci si lamentava della luce senza notare il concetto che veniva illuminato. Una satira feroce e tagliente, soprattutto per chi non era abituato allo stile estremo di UmoreMaligno. Spesso infatti la risata veniva soffocata dalla cruda realtà che rappresentavano quelle battute e più di una volta mi sono ritrovato a ridere da solo. Forse qualcuno pensava che la scritta "Non c'è proprio un cazzo da ridere" fosse un invito rivolto alla platea. In quei momenti ho pensato a questo post. Quali limiti impone la nostra mente, la nostra cultura (molto più spesso la nostra ignoranza)?
Ma soprattutto, in una serata come quella di ieri, mi sono chiesto se lo spettacolo di UmoreMaligno che Maurizio Capuano si sta impegnando a portare nei teatri italiani sia più una missione che un tentativo di far soldi facili. Perché ieri, nonostante le risate, mi è sembrato che fossi presente ad una vera e propria terapia d'urto. 

Ma forse, come c'era scritto all'interno della fanzine: "UM è da prendere a piccole dosi".

martedì 22 maggio 2012

Gente di Dublino

Dopo un "dibattito" durato mesi, io, la mia consorte e una coppia di amici abbiamo deciso di partire per una breve e simpatica gita a Dublino.



Tre notti nella città verde iniziate un Venerdì mattina ricco di traffico! Ovviamente per ostacolare la nostra gita i sindacati hanno organizzato uno sciopero dei mezzi pubblici che però non ci ha fatto perdere l'Aer Lingus che ci aspettava a Fiumicino.

Il volo ospita un gruppo molto variegato di persone tutte dirette nella terra dei trifogli. Fra irlandesi di ritorno e italiani di andata ci sono infatti svariati tedeschi e giapponesi. Dall'aeroporto grazie al simpatico 747 (un autobus a due piani) ci gustiamo un tour panoramico che ci avvicina all'albergo e ci fa godere tutto il traffico di Dublino! La guida a destra inizia a disorientarmi ma dopo poco riesco a capire, cartina alla mano, dove cazzo eravamo.
Ovviamente appena scesi dall'autobus una stupenda e violenta pioggia orizzontale ci dà il benvenuto. A passo svelto raggiungiamo il Maldron Hotel.



Dopo aver sistemato i bagagli iniziamo la nostra passeggiata per le vie della capitale.
Raggiungiamo così O'Connell Street con il suo bel "pisellone".



Decidiamo giustamente di cenare in una tipica taverna del luogo: Burger King. Nel dopo cena decidiamo poi di recarci  nel quartiere principe di Dublino: Temple Bar andandoci a bere la nostra prima Guinness proprio nel locale che da il nome al quartiere.


Con il sapore amaro ancora in bocca ci godiamo la musica dei Mutefish e l'atmosfera magica che solo il quartiere di Temple Bar può regalare.




Scivolando fra le vie del quartiere, tra artisti di strada e ragazze disinibite, siam tornati verso l'albergo costeggiando il Liffey.




Dopo una simpatica colazione in camera autoprodotta ci rechiamo in uno dei santuari di Dublino: il Guinnes Storehouse, dove ci acculturiamo sulla storia della Guinness e del suo geniale inventore.



Dopo una birra con vista panoramica al settimo piano, decidiamo di pranzare nello stesso museo ricco anche di luoghi dove rifocillarsi.



Nel pomeriggio ci dedichiamo a: una gita ai giardini del Castello, una breve visita alla deliziosa collezione Chester Beatty Library, un'occhiata veloce dentro George's Street e poi un breve pit stop per comprarmi un nuovo paio di scarpe! Visto che ci trovavamo a due passi non potevamo farci mancare una visita a Penneys. Dopo una breve sosta in albergo per far riposare gli arti inferiori ci siamo divertiti al Thunder Road Cafè, dove abbiamo potuto cenare e osservare come le ragazze irlandesi ci danno dentro con gli addii al nubilato!

Dopo una passeggiata in una Temple Bar ricca di giapponesi esterrefatti, italiani viscidi e ragazze che sfidavano le temperature artiche abbiamo deciso che la giornata poteva finire anche così.


Seconda colazione in camera e subito via verso Howth! Arriviamo in questa appendice di Dublino con uno scomodissimo trenino, tra l'altro strapieno visto che il precedente era passato un'ora prima (e noi l'avevamo ovviamente perso per 5 minuti). Il mercatino domenicale e il vento a 65 Km/h ci accolgono nella baia, ciò non ostacola una bella passeggiata e tante foto.



Arrivata l'ora di pranzo ci rechiamo alla suggestiva Abbey Tavern dove ho potuto gustarmi fra le varie cose un'ottima Baylies Cheese-Cake.



Nel pomeriggio rientriamo a Dublino e dopo un riposo in albergo decidiamo di cenare al KFC, pollo a volontà e via verso il Porter House Bar che con una buona birra artigianale e della bella musica dal vivo ci ha regalato un ottimo arrivederci prima dell'ultima notte irlandese.



L'ultima colazione si è deciso di farla in albergo. Per la prima volta mi avventuro anche io nel bacon e le uova strapazzate. Fra le varie pietanze offerte da un ricco buffet assaporiamo anche il Black Pudding che, solo dopo esser rientrati a Roma, ho scoperto contenere tra i suoi ingredienti anche il sangue animale!



Non potevamo andar via da Dublino senza aver visto il Trinity College e la sua bellissima "Old Library" e il suo famoso Book of Kells.



Recuperati i bagagli si è raggiunto il puntualissimo 747 e si è ritornati all'aeroporto, dove l'Aer Lingus ci aspettava per riportarci a Roma!