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venerdì 21 giugno 2013

Tempo




In questi giorni vorrei scrivere tante cose, ma il caldo, il poco tempo e la mia famosissima Pigrizia mi hanno costretto a evitare il blog da ormai 15 giorni.
E dire che di idee ne ho avute tante. Idee che vorrei annotare in un post, come tutte le altre, per poi rileggerle un giorno. 
Idee banali, come la mia opinione sulla serie TV Touch, uno di quei flop inspiegabili che però ti spieghi se ti soffermi un attimo a pensarci.
Idee meno banali, come lo scrivere i nuovi capitoli di Fuga nel Silenzio e Delirium.
Idee poco banali riguardo ai contratti di lavoro,  ai contributi e ai TFR, che ti fanno sembrare la vita come un conto alla rovescia verso il nulla.
Idee molto interessanti, ma che a voi forse interessano poco, come la voglia sempre più forte di cambiare vita, creando una vita.

Tante cose insomma, ma non ne ho il tempo.

giovedì 3 gennaio 2013

Delirium - 1 - Il risveglio




Fausto si svegliò con un sapore forte nella sua bocca. Un miscuglio di terra e ferro. Le campane rimbombavano nella sua testa, all'apice della nuca un dolore atroce, come di un chiodo che cercasse di sfondargli il cranio, lo tormentava.
Si accorse dopo svariati secondi di ritrovarsi steso a terra, prono. Riusciva a malapena a muovere le dita di mani e piedi, il corpo non rispondeva come sempre. Aveva i muscoli in sciopero.
Dopo qualche minuto la ragione e l'emotività unirono le forze e crearono una sensazione di paura. Paura di ciò che gli stava accadendo, paura di ciò che gli poteva essere accaduto, paura di ciò che gli poteva accadere. La vista non lo aiutava, anzi. Nonostante fosse certo di avere gli occhi ben spalancati, di fronte a lui vedeva solo un pasticcio di colori affumicati. Decise allora di chiudere le palpebre e affidarsi agli altri sensi. 
Fausto non seppe quanto tempo rimase steso a terra. Solo dopo un periodo che gli sembrò lunghissimo quel frastuono che la sua stessa testa gli procurava venne a diminuire. Ciò gli permise di sentire alcuni dei mille rumori che lo circondavano. Soprattutto uno lo incuriosì. Un rumore come di un fiume. Un corso d'acqua vicino a lui poteva essere manna dal cielo. Qualsiasi cosa pur di ridare forza a quel corpo smorto.
Fausto cercò il modo migliore per muoversi e avvicinarsi a quella fonte d'acqua. Decise di riprovare ad aprire gli occhi. Ma quel quadro astratto non aveva intenzione di sparire. Provo allora a tastare il terreno premendo i palmi delle mani contro quel terreno polveroso e ricco di pietruzze taglienti. Provò a farsi forza e, in qualche modo, mettersi in ginocchio.
L'operazione, normalmente semplice, non fu facile. Fausto provò una fatica enorme solo per mettersi a quattro zampe. Quando, con uno slancio all'indietro, cercò di sedersi sui talloni il suo busto vacillò e la testa riesplose in mille vibrazioni. Agitò le mani davanti a lui alla ricerca di un equilibrio non facile. Riuscì a stabilizzarsi dopo qualche secondo e si accorse che il dolore alla testa stava nuovamente dandogli tregua.
Decise di riaprire gli occhi. I colori erano ancora sbiaditi, ma di fronte a lui il paesaggio stava prendendo forma. Tutto poteva aspettarsi tranne quello che gli si presentò davanti: due maestose fontane, dalla cui cima sgorgava un bellissimo liquido nero. Caffè nero.
Questo per Fausto era solo l'inizio di Delirium.

venerdì 2 novembre 2012

Il bello del Blog

Il bello di avere un blog è poter avere il tuo piccolo appartamento virtuale in cui puoi disporre le idee come più ti aggrada. Questo blog mi ha permesso di ideare, sperimentare, annotare e commentare tutto ciò che volevo quando volevo. 
Da sempre nella mia testa, ogni giorno, scrivo centinaia di post, però poi tendo a dimenticarli, a confonderli. Grazie e questo archivio ora posso rileggere pensieri che probabilmente avrei dimenticato se non li avessi trascritti qua. 
Questo blog è un luogo in cui posso, ad esempio, prendere appunti per potenziali racconti: "Fuga nel Silenzio" e "Delirium" sono due esempi. La cosa bella è che posso iniziare e interrompere quando voglio tutto ciò che inizio. Infatti, anche se apprezzo il commento, la critica o la semplice battuta, non cerco la notorietà. Non mi interessa inseguire perfetti sconosciuti per convincerli a seguire i miei pensieri, le mie idee. 
Se qualcuno li incrocerà sarà per un attimo, ognuno poi sceglierà se voler espandere o no quel momento. Ci sono milioni di blog, uno più interessante dell'altro, sarebbe sciocco pretendere che tutti si fermino ad ammirare le mie fantasie. Io stesso amo rimbalzare da un blog all'altro apprezzando maggiormente proprio quelli che, come il buco di una serratura, ti mostrano uno spiraglio della persona che si nasconde dietro quella porta.


sabato 28 gennaio 2012

Delirium


Caffè colorato che sgorga da maestose fontane...
Cavalli verdi che tremano dal freddo...
Pulci che sbadigliano annoiate dal vento...
Marmotte che vibrano picconi contro dure rocce di marmo...
Il suono di un violino accompagnato da uno zufolo giallo...
La madre che accarezza un figlio non suo...

Questo è solo l'inizio!