domenica 1 luglio 2012

Umore Maligno al Ferula Ferita

Ieri, 30 Giugno, ho avuto il piacere di ritrovarmi al Ferula Ferita di Altamura. Ospite della serata Maurizio D. Capuano e il suo spettacolo scritto dai quei simpaticoni di UmoreMaligno.



Quasi due ore di satira senza risparmiare nessun tema: dalla religione agli animalisti, dalla pedofilia alla morte, passando da Boncompagni.
Il suo monologo per alcune delle persone presenti è stato come una luce accecante puntata su menti da troppo tempo abituate all'oscurità mediatica. Talmente accecante che spesso ci si lamentava della luce senza notare il concetto che veniva illuminato. Una satira feroce e tagliente, soprattutto per chi non era abituato allo stile estremo di UmoreMaligno. Spesso infatti la risata veniva soffocata dalla cruda realtà che rappresentavano quelle battute e più di una volta mi sono ritrovato a ridere da solo. Forse qualcuno pensava che la scritta "Non c'è proprio un cazzo da ridere" fosse un invito rivolto alla platea. In quei momenti ho pensato a questo post. Quali limiti impone la nostra mente, la nostra cultura (molto più spesso la nostra ignoranza)?
Ma soprattutto, in una serata come quella di ieri, mi sono chiesto se lo spettacolo di UmoreMaligno che Maurizio Capuano si sta impegnando a portare nei teatri italiani sia più una missione che un tentativo di far soldi facili. Perché ieri, nonostante le risate, mi è sembrato che fossi presente ad una vera e propria terapia d'urto. 

Ma forse, come c'era scritto all'interno della fanzine: "UM è da prendere a piccole dosi".