venerdì 10 gennaio 2014

Williams batte J.Fox

Nell'autunno dell'anno appena passato io e la mia dolce metà aspettavamo con ansia l'avvio di due nuove serie TV: The Michael J. Fox Show e The Crazy Ones. Come si intuisce dal titolo, la prima è capeggiata dal sempre giovane Michael J. Fox, mentre la seconda vede come protagonista principale Robin Williams.



Due attori molto amati da giovani e meno giovani, ma soprattutto da noi!
Ci aspettavamo due serie brillanti: per entrambi gli attori era un ritorno particolare.

Micheal J. Fox dopo il grande successo di Casa Keaton e Spin City voleva tornare, nonostante la malattia che ha segnato la sua vita, con una serie dello stesso spessore. Purtroppo non è andata così. La serie non è né brutta né trash, però è troppo semplice. Racconta in chiave ironica la vita di una tipica famiglia borghese di New York, non riuscendo però a innescare quasi mai una bella risata. Una di quelle serie che ti fa sorridere ma nulla di più, lasciandoti lievemente insoddisfatto alla fine di ogni puntata. Non sono così esperto da capire se il problema nasca dalla sceneggiatura, dagli attori, dal tema trattato (semplici dinamiche familiari potevano andare bene negli anni '80, ora sono un po' abusate e obsolete) o da un insieme di queste cose. Personalmente non amo neanche l'uso del falso documentario, un po' copiato da Modern Family; lo trovo poco originale e non efficace per le vicende narrate.

Robin Williams dopo oltre tre decadi decide di tornare protagonista di una serie TV. Tanti della mia generazione sono rimasti legati al personaggio di Mork, lo stralunato alieno che arrivava con un uovo da Ork, che lo lanciò al grande pubblico, avviandolo ad una carriera ricca di film e successi.
Questa nuova serie lo vede titolare di un'agenzia pubblicitaria in cui il suo lato istrionico prevale su qualsiasi altra cosa. Williams è ben accompagnato da attori capaci di stare al passo di un genio come lui senza sfigurare, tra cui una sempre più credibile Sarah Michelle Gellar.
Le risate non mancano, anche se sembra mancare un forte filo conduttore. Le puntate sono un po' troppo fini a se stesse, ma per una comedy non è un grosso danno. Apprezzo molto soprattutto la scelta di mostrare, alla fine di ogni puntata, le "papere" degli attori durante le riprese e, soprattutto, le improvvisazioni di Robin Williams.
Purtroppo pare che entrambe le serie negli USA, a causa degli ascolti bassissimi, rischino di essere cancellate dopo una sola stagione. Spero non succeda ma, se devo salvarne una, mi auguro vinca Williams.