sabato 9 luglio 2011

Le cinque giornate di Milano

Dopo anni ho avuto modo di rivedere Milano e osservarla con pazienza. Per cinque giorni ho infatti convissuto con lavoro, moda, extracomunitari e zanzare. 


I ritmi, le velocità, la frenesia degli incravattati che ti incrociano ricordano i film anni ’80 ambientati a New York con quelle panoramiche dall'alto utili per mostrare tante formiche impazienti. Per permettere tutto questo il capoluogo lombardo offre dei mezzi pubblici ottimi: tre linee della metropolitana (mai viste troppo affollate) che già da sole coprono quasi tutte le zone importanti, coadiuvate da tram e autobus in maniera fantastica, soprattutto per gli occhi di uno come me che arriva da Roma. Sapere inoltre che fra pochi anni si aggiungeranno due nuove linee della metropolitana, mette ancora più tristezza.



La moda a Milano è fondamentale, soprattutto per le donne. Il che rende più gradevole le passeggiate e i trasferimenti in metro. Dall’adolescente alla vecchia, raramente ho potuto scorgere una milanese vestita a caso, senza una cura dei particolari: dalle scarpe all'acconciatura dei capelli; anche se stava semplicemente andando a fare la spesa sotto casa. E anche l’uomo milanese si nota per l’abito e la cravatta sempre firmata. Amano distinguersi. Il dubbio che mi sono posto a riguardo è su quanto sia stressante per loro dover avere sempre un abito alla moda e un paio di scarpe abbinato con la borsa, la cinta e il trucco. Parlo degli uomini ovviamente.



Gli extracomunitari di Milano hanno la capacità di essere molto più variegati di quelli di Roma. Entrando da un Kebabaro in soli dieci minuti penso di aver visto una decina di nazionalità diverse: principalmente mediorientali e sudamericane. Mi aspettavo anche di trovare più scene di razzismo nella città padana, invece mi sembra che in questa terra straniera si siano ambientati bene... i milanesi. Anche perché a differenza di Roma, dove ci sono un paio di milioni di stranieri fra gli otto milioni di abitanti, a Milano la sensazione è che ormai gli italiani siano in minoranza.



Le Zanzare di Milano sono milioni di idrovore sanguisughe che ti invadono e non puoi mandarle via. Mentre passeggiavo vicino al Duomo bastava alzare velocemente un braccio per scontrarsi con una decina di loro. Mi chiedo se sia sempre così o solo io ho avuto il culo di trovare il periodo giusto per ritrovarmi a pois come la Pimpa.



Queste quattro cose sono quelle che si scorgono subito, infatti appena arrivato a Milano nella metro semivuota un incravattato guardava ansiosamente il suo Festina, una ragazza al suo fianco, mettendo a rischio la sua acconciatura e il suo abito, cercava di cacciar via una zanzara arrivata non si sa come fin lì, mentre uno slavo poco distante, dopo essersi tolto una scarpa, si annusava un piede.

Ovviamente Milano è tante altre cose, ma così come Roma, non la si può esplorare in cinque giornate (in cui la maggior parte del tempo si è chiusi dentro quattro mura). I milanesi però un grosso merito ce l’hanno: nonostante i fattori climatici, un patrimonio storico molto ridotto, un popolo di persone fredde e distaccate e i leghisti sono riusciti a rendere Milano una bella città puntando sullo stile e la mobilità in maniera vincente.
Questo dovrebbe far arrabbiare chi vive a Roma che ha un clima stupendo, un storia millenaria e un popolo gioviale e aperto ma si ritrova costretto a veder non amministrata come si deve quella che potrebbe essere veramente la capitale del mondo.