Per una serie di scelte lavorative/vacanziere mi sono ritrovato a vivere per dieci giorni da solo.
Non era una grossa novità; già altre volte, sia in Sardegna che a Roma, ho avuto la possibilità di gestire in completa autonomia me stesso e la casa in cui vivevo. Questa però era la prima volta nel nuovo appartamento. Il bilocale in cui stiamo in affitto da qualche mese fa parte di un complesso di palazzi di recente costruzione, non è mai stato abitato prima di noi. Questa è stata la prima volta a Roma in cui ho potuto scegliere anche io la casa dove vivere (prima ero imbucato dove già viveva la mia "nonancoramoglieallepoca").
Per questi motivi mi sento più responsabile della gestione di questa nuova casa. Trovandomi da solo ho iniziato a scrutarla meglio e a viverla di più, sentirla di più. Soprattutto nei giorni del week-end in cui ho dormito, giocato con la Wii, cucinato, programmato la lavatrice, pulito(?) come e quando volevo.
A lungo andare una vita di questo tipo mi porterebbe alla depressione, ma sapendo che erano solo dieci giorni li ho vissuti come una vacanza in casa: vacanza in cui ho avuto la possibilità di ragionare con più calma su come poter gestire e ottimizzare i tempi casalinghi anche quando, alla fine dei dieci giorni, ho avuto di nuovo la possibilità di condividere nuovamente questa casa con la donna che ho sposato.
martedì 23 agosto 2011
domenica 21 agosto 2011
Il Tempo che Vorrei non aver Perso
Recentemente mi sono letto il quinto romanzo di Fabio Volo: "Il Tempo Che Vorrei".
Come gli altri quattro, anche questo è riuscito a lasciarmi di stucco. Ci si ritrova a leggere la storia di questi giovani personaggi la cui vita è quasi banale, come quella di tanti altri, per ritrovarsi, finito il libro, con la sensazione di non aver letto nulla di straordinario e aver perso solo tempo.
Per chi ama scrivere racconti e romanzi legger un libro come questo è spiazzante; analizzandolo con superficialità può sembrare che l'autore non abbia scritto niente di che e ci si chiede come possa aver successo. In realtà l'abilità di Volo è proprio riuscire a descrivere la storia banale dei suoi protagonisti utilizzando pochi e semplici ingredienti in maniera efficace e con la giusta misura, creando la giusta empatia con le loro stranezze e i loro pensieri filosofici.
Non è mica semplice!
Un po' come fare gli spaghetti alla bottarga; per gli inesperti può sembrare semplice, ma proprio i pochi ingredienti usati ti obbligano a sceglierli di buona qualità, con le dosi e i tempi giusti per arrivare a un gran risultato.
Poi se a qualcuno non piace la bottarga è inutile che si legga i romanzi di Fabio Volo.
Come gli altri quattro, anche questo è riuscito a lasciarmi di stucco. Ci si ritrova a leggere la storia di questi giovani personaggi la cui vita è quasi banale, come quella di tanti altri, per ritrovarsi, finito il libro, con la sensazione di non aver letto nulla di straordinario e aver perso solo tempo.
Per chi ama scrivere racconti e romanzi legger un libro come questo è spiazzante; analizzandolo con superficialità può sembrare che l'autore non abbia scritto niente di che e ci si chiede come possa aver successo. In realtà l'abilità di Volo è proprio riuscire a descrivere la storia banale dei suoi protagonisti utilizzando pochi e semplici ingredienti in maniera efficace e con la giusta misura, creando la giusta empatia con le loro stranezze e i loro pensieri filosofici.
Non è mica semplice!
Un po' come fare gli spaghetti alla bottarga; per gli inesperti può sembrare semplice, ma proprio i pochi ingredienti usati ti obbligano a sceglierli di buona qualità, con le dosi e i tempi giusti per arrivare a un gran risultato.
Poi se a qualcuno non piace la bottarga è inutile che si legga i romanzi di Fabio Volo.
sabato 20 agosto 2011
Fratelli di Lecce
Quest'anno ho scelto di affrontare le ferie spezzettandole in piccoli momenti di relax e turismo. Nella prima settimana d'Agosto ho così dedicato qualche giorno a Lecce e Otranto.
Lecce viene soprannominata la Firenze del sud, ma a me è sembrata una piccola Roma; con il suo piccolo raccordo anulare, il suo centro storico e l'enorme concentrazione di cattedrali.
Abbiamo dormito lì due notti, in un albergo a tratti affascinante e a tratti deludente. Nonostante il simpatico benvenuto.
Il suo stile anni '70 era in realtà la sua carta d'identità. Le stanze ampie, l'arredo ricco e ricercato e il buon ristorante erano accompagnati (purtroppo) da pareti e vetri poco insonorizzati e bagni il cui sistema idraulico era alquanto bizzarro.
La città di Lecce ricca di storia e particolari si può visitare più facilmente di Roma, anche se sicuramente tanti dettagli sono passati inosservati.
La piazza di Sant'Oronzo con la sua raffigurazione in piedi sulla colonna mentre benedice la città, l'anfiteatro Romano e il sedile sono un ottimo punto di partenza
per poi diramarsi fra le vie ricche di negozi, il castello, il duomo
e la basilica di Santa Croce.
Questi sono i punti più caratteristici, ben accompagnati da tante altre chiese, piazze e parchi che rendono Lecce sicuramente una città da visitare almeno una volta nella propria vita.
Dopo tante passeggiate e tanta cultura lo stomaco si può accontentare in tanti posti dove si possono assaggiare ottimi piatti tipici, come i Ciceri e Tria.
Nonostante i pochi giorni che abbiamo potuto dedicare a questa città abbiamo avuto la possibilità di visitare anche Otranto.
Passeggiando nel borgo del castello ricco di negozi e attrazioni turistiche ben armonizzate con l'ambiente medioevale
si arriva al castello dove una mostra ci aspettava.
Fra i tanti disegni, e le sculture del genio catalano
abbiamo avuto l'occasione di ammirare opere di autori locali, tra cui la mia preferita:
Infine, oltre al bel mare, al castello e alla sua predisposizione al turismo, Otranto mi ha regalato anche delle ottime perle di saggezza popolare.
Lecce viene soprannominata la Firenze del sud, ma a me è sembrata una piccola Roma; con il suo piccolo raccordo anulare, il suo centro storico e l'enorme concentrazione di cattedrali.
Abbiamo dormito lì due notti, in un albergo a tratti affascinante e a tratti deludente. Nonostante il simpatico benvenuto.
Il suo stile anni '70 era in realtà la sua carta d'identità. Le stanze ampie, l'arredo ricco e ricercato e il buon ristorante erano accompagnati (purtroppo) da pareti e vetri poco insonorizzati e bagni il cui sistema idraulico era alquanto bizzarro.
La città di Lecce ricca di storia e particolari si può visitare più facilmente di Roma, anche se sicuramente tanti dettagli sono passati inosservati.
La piazza di Sant'Oronzo con la sua raffigurazione in piedi sulla colonna mentre benedice la città, l'anfiteatro Romano e il sedile sono un ottimo punto di partenza
per poi diramarsi fra le vie ricche di negozi, il castello, il duomo
e la basilica di Santa Croce.
Questi sono i punti più caratteristici, ben accompagnati da tante altre chiese, piazze e parchi che rendono Lecce sicuramente una città da visitare almeno una volta nella propria vita.
Dopo tante passeggiate e tanta cultura lo stomaco si può accontentare in tanti posti dove si possono assaggiare ottimi piatti tipici, come i Ciceri e Tria.
Nonostante i pochi giorni che abbiamo potuto dedicare a questa città abbiamo avuto la possibilità di visitare anche Otranto.
Passeggiando nel borgo del castello ricco di negozi e attrazioni turistiche ben armonizzate con l'ambiente medioevale
si arriva al castello dove una mostra ci aspettava.
Fra i tanti disegni, e le sculture del genio catalano
abbiamo avuto l'occasione di ammirare opere di autori locali, tra cui la mia preferita:
Infine, oltre al bel mare, al castello e alla sua predisposizione al turismo, Otranto mi ha regalato anche delle ottime perle di saggezza popolare.
martedì 2 agosto 2011
Il telecomando magico
Quando ero bambino, abitavo con i miei genitori, i miei fratelli e il televisore. Lui era il sesto componente della casa per quanto mi riguardava. Per fortuna non mi è mai stato imposto come un sostituto di qualcosa, però è sempre stato un ottimo riempitivo per i momenti morti, soprattutto con i cartoni animati!
Quando avevo cinque anni avevamo un Philips con in dotazione un telecomando molto particolare, con un profilo trapezoidale e i tasti posizionati in maniera insolita. Fra di essi ve ne era presente uno con un simbolo assurdo il cui significato mi è ancora ignoto. Questo tasto, anche se premuto, non creava nessun effetto al televisore.
Dato che sono stato curioso e pignolo fin dai primi anni di vita, chiedevo a tutti il significato di quel tasto.
Uno dei miei fratelli, Cesare, stanco delle continue domande un giorno mi rispose: "Quello è un tasto magico, se premuto dopo la giusta combinazioni di tasti ti fa entrare dentro la scena presente in quel momento nel televisore".
Ovviamente non ci credetti; ero sì credulone, ma non fino a quel punto. Però l'idea di poter entrare dentro la scena di un film, di un cartone animato o di un quiz televisivo grazie a quel pulsante mi affascinò tanto da farmi fantasticare per tutto il resto della giornata e oltre...
La notte successiva infatti feci un sogno: la scena era quella di un tipico pomeriggio in cui mi ritrovavo sul divano di casa a guardare He-Man. Dopo qualche tentativo riuscii a trovare la giusta combinazione e, dopo aver premuto il tasto magico, mi ritrovai catapultato in mezzo a uno scontro fra il paladino He-Man e il suo storico antagonista Skeletor. Per i primi minuti ero affascinato e contento di ciò che era successo, però poi iniziai a impaurirmi vedendo che lo scontro si faceva sempre più efferato. Mi rintanai dietro una roccia e solo in quel momento mi accorsi che ero riuscito a capire come entrare nel televisore, ma non sapevo come uscirne.
Iniziai a premere a caso i tasti del telecomando, ma nulla funzionava. Nel frattempo alle mie spalle i due cartoni animati continuavano a darsele di santa ragione. Nulla sembrava potermi farmi tornare sul mio comodo divano quando ad un certo punto apparve Cesare. "Come hai fatto a entrare anche tu nel televisore?" gli chiesi. "Era rimasto aperto il varco che ti ha condotto fino a qua e ti sono venuto a riprendere! Vieni, corriamo verso l'orizzonte lì si trova l'uscita."
Dopo una lunga corsa e un salto nel vuoto ci ritrovammo...
Non si sa, perché nel momento del salto mi svegliai, un poco spaventato, un poco divertito con ben in testa ciò che sarebbe stato il primo di tanti sogni che avrei ricordato per sempre.
Quando avevo cinque anni avevamo un Philips con in dotazione un telecomando molto particolare, con un profilo trapezoidale e i tasti posizionati in maniera insolita. Fra di essi ve ne era presente uno con un simbolo assurdo il cui significato mi è ancora ignoto. Questo tasto, anche se premuto, non creava nessun effetto al televisore.
Dato che sono stato curioso e pignolo fin dai primi anni di vita, chiedevo a tutti il significato di quel tasto.
Uno dei miei fratelli, Cesare, stanco delle continue domande un giorno mi rispose: "Quello è un tasto magico, se premuto dopo la giusta combinazioni di tasti ti fa entrare dentro la scena presente in quel momento nel televisore".
Ovviamente non ci credetti; ero sì credulone, ma non fino a quel punto. Però l'idea di poter entrare dentro la scena di un film, di un cartone animato o di un quiz televisivo grazie a quel pulsante mi affascinò tanto da farmi fantasticare per tutto il resto della giornata e oltre...
La notte successiva infatti feci un sogno: la scena era quella di un tipico pomeriggio in cui mi ritrovavo sul divano di casa a guardare He-Man. Dopo qualche tentativo riuscii a trovare la giusta combinazione e, dopo aver premuto il tasto magico, mi ritrovai catapultato in mezzo a uno scontro fra il paladino He-Man e il suo storico antagonista Skeletor. Per i primi minuti ero affascinato e contento di ciò che era successo, però poi iniziai a impaurirmi vedendo che lo scontro si faceva sempre più efferato. Mi rintanai dietro una roccia e solo in quel momento mi accorsi che ero riuscito a capire come entrare nel televisore, ma non sapevo come uscirne.
Iniziai a premere a caso i tasti del telecomando, ma nulla funzionava. Nel frattempo alle mie spalle i due cartoni animati continuavano a darsele di santa ragione. Nulla sembrava potermi farmi tornare sul mio comodo divano quando ad un certo punto apparve Cesare. "Come hai fatto a entrare anche tu nel televisore?" gli chiesi. "Era rimasto aperto il varco che ti ha condotto fino a qua e ti sono venuto a riprendere! Vieni, corriamo verso l'orizzonte lì si trova l'uscita."
Dopo una lunga corsa e un salto nel vuoto ci ritrovammo...
Non si sa, perché nel momento del salto mi svegliai, un poco spaventato, un poco divertito con ben in testa ciò che sarebbe stato il primo di tanti sogni che avrei ricordato per sempre.
domenica 31 luglio 2011
Sapessi com'è strano sentirsi innamorati su mIRC
In questi decenni tante cose sono cambiate, una delle principali è il relazionarsi con le persone.
Mentre prima gli unici posti per conoscere nuovi amici o abbordare una ragazza erano la scuola, la piazza del quartiere, il pub più frequentato o la discoteca più alla moda, ora c'è Internet!
Grazie a tanti mezzi come: mIrc, skype e i moderni social network come facebook e google+, ormai la piazza del paese si è estesa velocemente al mondo! Questo ha creato coppie che sono durate 38 minuti, matrimoni, divorzi, amori intensi e amicizie impossibili.
Io e la mia consorte incarniamo bene questa nuova era. La nostra storia si è evoluta grazie alla chat di #quizzer; un bellissimo luogo dove incontrarsi, giocare e scherzare. Siamo poi passati alle videochiamate su skype, ai giochi da tavola su brettspielwelt dove ci siamo tenuti compagnia conoscendoci sempre meglio, fino ad approdare alla convivenza e al matrimonio.
Come noi, tante altre coppie hanno avuto percorsi simili; alcune sono sposate, alcune sono divorziate, altre si sono lasciate dopo pochi mesi.
Che questo sia giusto, sbagliato, meglio o peggio di prima, non oso dirlo. Penso banalmente che sia semplicemente diverso.
Sicuramente trovo stramba la versione ibrida, quando in un locale noto qualcuno cerca di conoscere persone tramite la chat del cellulare...
Mentre prima gli unici posti per conoscere nuovi amici o abbordare una ragazza erano la scuola, la piazza del quartiere, il pub più frequentato o la discoteca più alla moda, ora c'è Internet!
Grazie a tanti mezzi come: mIrc, skype e i moderni social network come facebook e google+, ormai la piazza del paese si è estesa velocemente al mondo! Questo ha creato coppie che sono durate 38 minuti, matrimoni, divorzi, amori intensi e amicizie impossibili.
Io e la mia consorte incarniamo bene questa nuova era. La nostra storia si è evoluta grazie alla chat di #quizzer; un bellissimo luogo dove incontrarsi, giocare e scherzare. Siamo poi passati alle videochiamate su skype, ai giochi da tavola su brettspielwelt dove ci siamo tenuti compagnia conoscendoci sempre meglio, fino ad approdare alla convivenza e al matrimonio.
Come noi, tante altre coppie hanno avuto percorsi simili; alcune sono sposate, alcune sono divorziate, altre si sono lasciate dopo pochi mesi.
Che questo sia giusto, sbagliato, meglio o peggio di prima, non oso dirlo. Penso banalmente che sia semplicemente diverso.
Sicuramente trovo stramba la versione ibrida, quando in un locale noto qualcuno cerca di conoscere persone tramite la chat del cellulare...
martedì 26 luglio 2011
Cinemah
In questi ultimi mesi, nonostante il poco tempo libero, ho avuto l'occasione di vedermi due film al cinema:
"Red" e "I Guardiani del Destino".
Io sono un grande seguace della teoria dei contrasti, anche perché l'ho inventata io, però è sempre efficace. Perché se un verde spicca di più se è circondato dal rosso e un bicchiere d'acqua sembra molto più dissetante se poco prima si è ingurgitato un quintale di sale, quando si guarda un film ce lo si gusta di più se ci si aspetta di vedere una cagata e viceversa si rimane un po' delusi se ci si aspetta il kolossal.
Quando ho visto "Red", mi aspettavo una commedia con un po' d'azione ed una trama che banalizzava il fumetto da cui era tratto, invece mi sono ritrovato un bel film comico ricco d'azione e di colpi di scena ottimamente recitato da Bruce Willis, Morgan Freeman e un grande John Malkovich. Lo consiglio a tutti quelli che non lo avessero già visto; in ogni caso non aspettatevi granché, altrimenti rimarrete delusi!
"Red" e "I Guardiani del Destino".
Io sono un grande seguace della teoria dei contrasti, anche perché l'ho inventata io, però è sempre efficace. Perché se un verde spicca di più se è circondato dal rosso e un bicchiere d'acqua sembra molto più dissetante se poco prima si è ingurgitato un quintale di sale, quando si guarda un film ce lo si gusta di più se ci si aspetta di vedere una cagata e viceversa si rimane un po' delusi se ci si aspetta il kolossal.
Quando sono andato a vedermi "I Guardiani del Destino" mi aspettavo qualcosa di molto corposo: un film che avrei ricordato nel tempo. Probabilmente, proprio per questo, mi sento di dire che questo film è una cagata pazzesca. Con Matt Damon protagonista poco credibile accompagnato male da una sfilza di attori che faticano a interpretare i loro ruoli assurdi, la storia scivola male verso un finale da tagliarsi le vene.
Gli effetti speciali sono l'unica cosa che supera la sufficienza (forse perché erano l'unica cosa che non mi aspettavo).
Quando ho visto "Red", mi aspettavo una commedia con un po' d'azione ed una trama che banalizzava il fumetto da cui era tratto, invece mi sono ritrovato un bel film comico ricco d'azione e di colpi di scena ottimamente recitato da Bruce Willis, Morgan Freeman e un grande John Malkovich. Lo consiglio a tutti quelli che non lo avessero già visto; in ogni caso non aspettatevi granché, altrimenti rimarrete delusi!
sabato 23 luglio 2011
Elio e Le Storie Tese in Roma
Giovedì 21 Luglio 2011 ho avuto il piacere di rivedere i MITICI Elio e Le Storie Tese all'Ippodromo Capannelle.
Il concerto era uno dei tanti eventi di Rock in Roma, che ogni anno porta sul circuito equino della Tuscolana tantissimi artisti.
La serata è stata fantastica: dal parcheggiatore pakistano abusivo alle zoccole sulla Togliatti.
Ma andiamo con ordine.
Dopo esser fuggito velocemente dall'ufficio verso casa per recuperare la mia consorte e assumere le sembianze di una Fava, mi fiondo verso la Tuscolana. Era la prima volta che andavo ad un concerto al famoso Ippodromo, quindi un po' disorientato mi sono ritrovato nelle vicinanze in Via delle Capannelle; giunto all'incrocio con la Tuscolana, un parcheggiatore pakistano dall'occhio lungo (con tanto di fischietto e giacchetta fluorescente) intuisce la mia ricerca di un parcheggio. Cerca allora con gesti sensuali e insistenti di farmi infilare in un buco di due metri quadri fra la strada e una cunetta vicino al semaforo. Nonostante tutto ho preferito cercare un parcheggio migliore per la mia Panda. Scopro dopo pochi minuti (e metri) che davanti all'Ippodromo al modico prezzo di 3 € c'erano centinaia di posti dove parcheggiare!!
Ritiriamo i biglietti, precedentemente acquistati tramite TicketOne, ed entriamo. Come programmato eravamo in largo anticipo per poterci gustare con calma un ottimo panino zozzone. Al modico prezzo di 21 € (mortacci loro) consumiamo i nostri hot dog tipici di ogni preConcerto.
Dopo una passeggiata per l'ippodromo ci rechiamo di fronte al palco, dove verso le 21 fanno la sua comparsa il simpatico Nevruz e il suo gruppo Le Ossa. Si ritrova un pubblico enorme (non lì per lui) ma non sfigura troppo, cantando cinque pezzi: tre del suo gruppo, la cover Pigro e la canzone di X-Factor "Tra l'Amore e il Male".
Il pubblico, ingiustamente lo insulta e lo prende in giro, ma lui non si scompone e saluta dando spazio a.... i 40 minuti che come sempre servono ai tecnici per preparare il palco e gli strumenti per gli Elii.
I Mitici in perfetto orario entrano in scena alle 22:00 proponendo al pubblico una scaletta eccezionale, dai brani vecchissimi ai più recenti:
Behind the Lines (cover dei Genesis)
Pagàno (sempre fantastica, in particolare Faso con il suo basso)
Carro (la mia canzone preferita, non c'è altro da aggiungere)
Servi della gleba (con sorpresa finale: finalmente Faso non ha più la scopa in culo)
Ignudi fra i nudisti (giusta per il periodo)
Plafone (altro pezzo molto amato dal sottoscritto con una Paola Folli che ha poco da invidiare ad Antonella Ruggiero)
Caro 2000 (non l'avevo mai sentita dal vivo, un pezzo molto nostalgico)
Burattino senza fichi (un'altra delle mie preferite, suonata eccezionalmente, roba da struccioli!)
Essere donna oggi (Ohhh Issaaaa, Ohhhh Issssaaaa, i suoi bei sigaroni morbidoni non deludono mai)
Il vitello dai piedi di balsa (con l'inseparabile Mangoni/Vitello in forma fantastica)
Il vitello dai piedi di balsa reprise (con l'Orsetto Ricchione)
El pube (una scaletta fatta apposta per me, canzone che apre le danze e la gente inizia a ballare e continua col fantastico Medley)
Medley (Getaway, Tonza patonza, La visione, La chanson, Discomusic, Bunga bunga, Tenia, Born to be Abramo) (Tanto ballare, tanta energia, tanto Mangoni)
Parco Sempione (ormai presenza fissa nei loro concerti)
Dopo i saluti, la loro uscita dal palco e la classica richiesta di un bis da parte del pubblico gli elii ci salutano con:
Il rock and roll (mitico assolo di Christian Mayer alla batteria)
Tapparella (Forza Panino!)
Tante canzoni belle che hanno riempito due ore, con intermezzi comici degni del miglior Cabaret e continui richiami e prese in giro ai Modà, a "PaPa l'Americano" e ai 1068 voti ottenuti alle elezioni comunali di Milano da Mangoni.
Al rientro, sulla Togliatti le prostitute romane hanno abbellito il finale della serata con i loro clienti sempre pronti per farsi tamponare grazie alle loro frenate irruente, rischiando di farmi andare letteralmente a puttane il ricordo di questo bellissimo concerto.
Il concerto era uno dei tanti eventi di Rock in Roma, che ogni anno porta sul circuito equino della Tuscolana tantissimi artisti.
La serata è stata fantastica: dal parcheggiatore pakistano abusivo alle zoccole sulla Togliatti.
Ma andiamo con ordine.
Dopo esser fuggito velocemente dall'ufficio verso casa per recuperare la mia consorte e assumere le sembianze di una Fava, mi fiondo verso la Tuscolana. Era la prima volta che andavo ad un concerto al famoso Ippodromo, quindi un po' disorientato mi sono ritrovato nelle vicinanze in Via delle Capannelle; giunto all'incrocio con la Tuscolana, un parcheggiatore pakistano dall'occhio lungo (con tanto di fischietto e giacchetta fluorescente) intuisce la mia ricerca di un parcheggio. Cerca allora con gesti sensuali e insistenti di farmi infilare in un buco di due metri quadri fra la strada e una cunetta vicino al semaforo. Nonostante tutto ho preferito cercare un parcheggio migliore per la mia Panda. Scopro dopo pochi minuti (e metri) che davanti all'Ippodromo al modico prezzo di 3 € c'erano centinaia di posti dove parcheggiare!!
Ritiriamo i biglietti, precedentemente acquistati tramite TicketOne, ed entriamo. Come programmato eravamo in largo anticipo per poterci gustare con calma un ottimo panino zozzone. Al modico prezzo di 21 € (mortacci loro) consumiamo i nostri hot dog tipici di ogni preConcerto.
Dopo una passeggiata per l'ippodromo ci rechiamo di fronte al palco, dove verso le 21 fanno la sua comparsa il simpatico Nevruz e il suo gruppo Le Ossa. Si ritrova un pubblico enorme (non lì per lui) ma non sfigura troppo, cantando cinque pezzi: tre del suo gruppo, la cover Pigro e la canzone di X-Factor "Tra l'Amore e il Male".
Il pubblico, ingiustamente lo insulta e lo prende in giro, ma lui non si scompone e saluta dando spazio a.... i 40 minuti che come sempre servono ai tecnici per preparare il palco e gli strumenti per gli Elii.
I Mitici in perfetto orario entrano in scena alle 22:00 proponendo al pubblico una scaletta eccezionale, dai brani vecchissimi ai più recenti:
Behind the Lines (cover dei Genesis)
Pagàno (sempre fantastica, in particolare Faso con il suo basso)
Carro (la mia canzone preferita, non c'è altro da aggiungere)
Servi della gleba (con sorpresa finale: finalmente Faso non ha più la scopa in culo)
Ignudi fra i nudisti (giusta per il periodo)
Plafone (altro pezzo molto amato dal sottoscritto con una Paola Folli che ha poco da invidiare ad Antonella Ruggiero)
Caro 2000 (non l'avevo mai sentita dal vivo, un pezzo molto nostalgico)
Burattino senza fichi (un'altra delle mie preferite, suonata eccezionalmente, roba da struccioli!)
Essere donna oggi (Ohhh Issaaaa, Ohhhh Issssaaaa, i suoi bei sigaroni morbidoni non deludono mai)
Il vitello dai piedi di balsa (con l'inseparabile Mangoni/Vitello in forma fantastica)
Il vitello dai piedi di balsa reprise (con l'Orsetto Ricchione)
El pube (una scaletta fatta apposta per me, canzone che apre le danze e la gente inizia a ballare e continua col fantastico Medley)
Medley (Getaway, Tonza patonza, La visione, La chanson, Discomusic, Bunga bunga, Tenia, Born to be Abramo) (Tanto ballare, tanta energia, tanto Mangoni)
Parco Sempione (ormai presenza fissa nei loro concerti)
Dopo i saluti, la loro uscita dal palco e la classica richiesta di un bis da parte del pubblico gli elii ci salutano con:
Il rock and roll (mitico assolo di Christian Mayer alla batteria)
Tapparella (Forza Panino!)
Tante canzoni belle che hanno riempito due ore, con intermezzi comici degni del miglior Cabaret e continui richiami e prese in giro ai Modà, a "PaPa l'Americano" e ai 1068 voti ottenuti alle elezioni comunali di Milano da Mangoni.
Al rientro, sulla Togliatti le prostitute romane hanno abbellito il finale della serata con i loro clienti sempre pronti per farsi tamponare grazie alle loro frenate irruente, rischiando di farmi andare letteralmente a puttane il ricordo di questo bellissimo concerto.
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